Incidente sul lavoro, le protesi alle mani e la fine dell’incubo

Incidente sul lavoro, le protesi alle mani e la fine dell’incubo

Torre Annunziata. “Mi sento un po’ come Mazinga”. Da ieri riesce anche a scherzare, sorridendo con semplicità e ironia Vincenzo De Santis, l’operaio torrese la cui vita fu sconvolta due anni fa da un terribile incidente sul lavoro. Erano le 7:30 del 25 luglio 2017. Vincenzo, 40 anni, come ogni giorno e per 7 euro l’ora stava lavorando una lastra d’alluminio sotto un macchinario della ditta Tecno Steel, fabbrica dell’area ex Copmes di Scafati. L’obsoleto macchinario quel giorno si guastò, tranciandogli entrambe le mani: “Non era la prima volta, era una macchina vecchia di 17 anni. I controlli per la sicurezza non venivano effettuati periodicamente – ha ricordato Vincenzo – . Ma adesso basta parlare di quell’incubo. E’ passato. Ora ho due fantastiche protesi. Non ho riacquistato la sensibilità, ma da domani riuscirò a guidare, aprire la porta di casa, allacciarmi le scarpe. Tornerò a godermi mia moglie e il nostro splendido bambino. Ad avere una vita normale”. Il miracolo è avvenuto ieri mattina. “Non ho subito una vera e propria operazione, ma un intervento tecnico” precisa Vincenzo. Il suo incubo è stato per sempre cancellato da due specialisti dell’equipe guidata dal dottor Andrea Simonetti, responsabile del Centro Protesi Inail “Alesini” di Roma in zona Garbatella. A Vincenzo De Santis sono state impiantate ieri due protesi hi-tech di mani mio elettriche. Un intervento storico: il primo bilaterale eseguito in Italia. Le nuove mani di Vincenzo saranno comandate dai suoi impulsi mentali. A vincere è stato soprattutto il suo coraggio. Vincenzo, che adesso attende un ultimo intervento di rifinitura estetica, porterà le protesi per almeno due anni. “E’ uno step necessario. I medici dovranno valutarne la risposta all’innesto nei monconi” continua l’operaio di Torre Annunziata. “Adesso, mi sento come Mazinga”. Questa la prima ironica reazione di Vincenzo, tornato da solo a stringere un bicchiere 21 mesi dopo il drammatico incidente sul lavoro. A sorridere con lui, ieri, la moglie Ida Erbetta e il piccolo Luigi, il primogenito di 5 mesi della coppia. “Dove sono io c’è lui” confida ancora Vincenzo, stavolta raggiante. A tifare per l’operaio oplontino è una città intera. “Ringrazio la mia famiglia. Mia sorella Lucia, mio cognato Gino, i miei 7 nipotini. Ma ringrazio anche tutti gli amici di Torre Annunziata. Mi chiamano ripetutamente al cellulare. Voglio tranquillizzarli, tornerò presto e più forte di prima. Anche perchè, al centro Inail di Roma, ho trovato esperti dalla professionalità straordinaria”. Vincenzo De Santis sarà in città nel prossimo fine settimana. “Festeggerò le nuove protesi con la mia famiglia e gli amici più intimi. Finalmente potrò brindare anche con loro”.


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