San Giuseppe Vesuviano. Batti, il business della droga, cocaina tra abiti e giocattoli

San Giuseppe Vesuviano. Batti, il business della droga, cocaina tra abiti e giocattoli

L’impero costruito dalla famiglia Batti è come un puzzle di mille pezzi. Una ragnatela tessuta nel tempo. Una trappola infernale sulle rotte dell’emporio della polvere bianca. I segreti di un clan custoditi in ogni singolo pezzo. Ad incastro. L’uno con l’altro. A vomitare quei segreti ci hanno pensato però due collaboratori di giustizia. Due personaggi che hanno fatto e continuano a far tremare le cosche del vesuviano. La pentita Anna Duraccio e il suo compagno Michele Auriemma. Una coppia nata sulle scie delle faide sanguinari, amanti e camorristi. Due protagonisti della camorra all’ombra del Castello mediceo di Ottaviano. Due figure per anni cresciute nella scuderia camorristica del superboss Raffaele Cutolo, rinchiuso nel carcere di Parma al 41bis, il fondatore della Nuova Camorra Organizzata. Poi la decisione di tirarsi fuori. La super pentita di Ottaviano – apparsa l’ultima volta il 13 ottobre del 2016 nella trasmissione è “Camorriste”, una serie tv di Crime Investigation, canale della piattaforma Sky – è una delle gole profonde dell’inchiesta. La first lady della malavita vesuviana, che ha iniziato a collaborare con i magistrati nel settembre del 2008, vuota il sacco anche sulla famiglia Batti.

Giovanna Salvati


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