Daniele Gentile

Mannaia quota 100, gli uffici si svuotano: allarme in Comune a Ercolano

Mannaia quota 100, gli uffici si svuotano: allarme in Comune a Ercolano

Daniele Gentile

Ercolano. Lo spettro di quota cento aleggia sugli uffici comunali e scatta l’allarme-pensionamenti all’ente di corso Resina: maggioranza e opposizione in pressing sul sindaco Ciro Buonajuto per avviare le procedure per nuove assunzioni. La riforma promossa dal governo gialloverde targato Luigi Di Maio e Matteo Salvini potrebbe provocare una vera e propria paralisi all’ombra degli Scavi, a partire dall’ufficio tecnico del municipio, la «vite» intorno a cui girano i principali ingranaggi della macchina comunale. Un settore nevralgico per la gestione del patrimonio pubblico e per l’organizzazione degli interventi di manutenzione nonché per l’accertamento delle pratiche di edilizia privata relativa all’urbanistica cittadina.

Eppure, a Ercolano, già a partire dal prossimo inverno questo importante perno rischia seriamente di non girare più a dovere. I motivi sono paradossalmente semplici e, allo stesso tempo, delicati: l’ufficio tecnico negli ultimi anni – così come diversi settori dell’ente di corso Resina – è stato letteralmente dimezzato a causa della raffica di pensionamenti dei lavoratori, mai sostituti con nuove assunzioni. Ma adesso rischia di arrivare un vero e proprio uragano di uscite: quota 100, la nuova legge varata dal governo giallo-verde sul pre-pensionamento, manderà fuori dagli uffici del municipio 110 unità su 258. In pratica, un vero e proprio dimezzamento che rischierà seriamente di mandare in tilt un’intera città a partire proprio dall’ufficio tecnico del Municipio. Infatti, in questo ramo dell’ente il personale è già ridotto a sole tre unità operative di cui una in particolare è una figura indispensabile: si tratta dell’ingegnere Andrea Ripoli che a settembre andrà in pensione dopo una lunga carriera.

Ma questa è solo la prima goccia di una vera e propria emorragia di lavoratori, capace di fare scattare l’allarme del sindaco Ciro Buonajuto, che nonostante il suo continuo intervento per aumentare l’occupazione a Ercolano e ovviamente anche nei pubblici uffici, parla di patto di stabilità e altri vincoli sulle assunzioni, che incideranno su un imminente disagio per l’intera comunità. «Quota 100 ci metterà in ginocchio: andranno via 110 dipendenti aventi diritto al pre-pensionamento su un totale di 258 unità, di cui molti impiegati in settori strategici – l’allarme lanciato dal baby-Renzi del Vesuviano -. Dopo questi pensionamenti un Comune come quello di Ercolano, con circa 55.000 abitanti, non riuscirà a garantire servizi essenziali: allo stato c’è una misura straordinaria per consentire ai dipendenti di andare in pensione, ma non esiste una strategia per consentire nuove assunzioni. Pertanto non ci sarà nessun turnover e le procedure normali di assunzione richiedono mesi».

Insomma, un allarme chiaro e preciso; la nuova riforma sui pensionamenti metterà in ginocchio gli enti pubblici e in particolare in Campania proprio il Comune guidato dal sindaco Ciro Buonajuto è sul podio per numero di dipendenti che hanno già richiesto il prepensionamento. Oltretutto per i dipendenti che lasceranno a breve l’ente di corso Resina – la prima ondata è in programma a cavallo tra agosto e settembre – questa manovra è giusta.

Ovvero, comprensibilmente è giusto andare in pensione all’età di 63 anni e con oltre trenta di contributi versati: una vita a lavorare e quindi il meritato riposo. Ma quota 100 graverà principalmente su quelli che restano a traghettare la scialuppa: i dipendenti che si dovranno fare carico di una mole di lavoro allucinante, come ad esempio i funzionari dell’ufficio tecnico, ridotto – entro il prossimo autunno – a una sola unità in servizio a svolgere decine e decine di pratiche edilizie.

Tuttavia, neppure il sindaco in questo caso ha la facoltà di velocizzare le procedure per le nuove assunzioni e si attende, quindi, un nuovo provvedimento dal governo. Una prima boccata d’ossigeno potrebbe arrivare con il progetto Ripam promosso dalla Regione Campania – il cui bando dovrebbe essere pubblicato a giugno – ma l’infornata di tirocinanti non avverrà prima della primavera 2020. Ovvero, alla vigilia della campagna elettorale. Sia in Regione Campania sia alla guida della città degli Scavi.

©riproduzione riservata