Amitrano svela i suoi progetti, l'opposizione lo appoggia: "Spazio alle generazioni del futuro"


«Turismo, aree verdi, isole pedonali e spazi culturali-religiosi». Approvate per la prima volta all’unanimità le linee programmatiche del sindaco Amitrano relative alle azioni e ai progetti da realizzare nel corso del mandato 2017-2022. Al primo piano di Palazzo de Fusco, minoranza e maggioranza hanno condiviso pienamente il progetto del primo cittadino, che sogna di fondere la Pompei antica con quella moderna. «Quando cominciai la mia campagna elettorale avevo in mente una sola cosa, recuperare la Pompei nella quale ero cresciuto - le parole del sindaco Amitrano -. Una Pompei ancora paese, ma con la voglia e la determinazione di diventare al più presto città, difendendo la propria identità, il proprio essere prima di tutto comunità, ma con l’evidente obiettivo di tenere unite tutte le sue facce, e con questa forza e queste potenzialità, imporre la sua immagine nel mondo». Il sindaco auspica un’alleanza tra Comune, Soprintendenza e Santuario per rilanciare Pompei. «Negli anni in cui ero ragazzo - spiega - il problema delle tre città era già al centro del dibattito politico e sotto i riflettori dei mass media. Lo spauracchio era che quelle tre città potessero andarsene in direzioni diverse senza riuscire più a dialogare, e senza che una delle tre città potesse riuscire a tenere il passo. Gli anni hanno concretizzato queste paura, e hanno reso profonda la frattura tra la città antica, il Santuario e la città moderna». Per Amitrano «non doveva accadere, ma è accaduto. E quando cominciai a lavorare per poter sedere su questo scranno e provare a dare il mio contributo, ero convinto che la chiave di tutto fosse prima di tutto l’unicità di Pompei, il recupero di questa frattura, il ridimensionamento del distacco». Un obiettivo che l’amministrazione vuole raggiungere a tutti i costi. Un primo passo è già stato compiuto quando Santuario e Comune hanno siglato un patto per consegnare un nuovo istituto ai 180 alunni della scuola Celentano di Via Sant’Abbondio. «Non era, non è, e non sarà un lavoro facile - aggiunge -. Ma ci sono delle strade che, forse, ci permettono di recuperare il tempo perduto, e avvicinare quanto più è possibile le tre Pompei. E queste strade passano per le linee programmatiche sulle quali questa amministrazione intende costruire il suo mandato». I sogni della nuova amministrazione di Pompei si dividono tra cultura, turismo e nuovi spazi pubblici da consegnare ai cittadini e alle nuove generazioni. «Non c’è niente di nuovo nel nostro piano politico. Sarebbe ipocrita e falso sostenere il contrario. Di nuovo c’è la determinazione ad andare fino in fondo. Di nuovo c’è la voglia di rispettare gli impegni presi, e di raggiungere gli obiettivi che ci siamo dati. Pompei ha bisogno di pianificare strategie che consentano di incrementare la durata e la qualità della permanenza dei turisti in città. Ma per fare questo bisogna avere il coraggio di abbandonare la logica dei grandi numeri e puntare dritto ad un turismo di qualità. Alzando ovviamente la qualità culturale dell’offerta, e il valore dei servizi. Non è un impegno impossibile. Soprattutto se si considera che proprio in questi anni sta esplodendo il turismo culturale, l’attenzione del pubblico alle eccellenze locali, e all’intrattenimento di qualità. Seguiamo il trend e troveremo la strada giusta. In fondo Pompei in questi anni non se n’è stata a guardare. Abbiamo realtà importanti, affermate, vincenti che aspettano solo che anche l’amministrazione si accorga di loro. Qualche giorno fa ho incontrato Giuseppe Abbagnale. E’ stato un incontro informale, volevo solo stringergli la mano per i successi ottenuti come Presidente della Federazione di Canottaggio. Mi sono ritrovato di fronte un uomo che non si fidava dei politici. Ferito da anni di incomprensioni ed equivoci. Non dovrà più accadere che personalità di quello spessore vengano utilizzate solo in maniera strumentale. Per fare vetrina. E’ per questo motivo che priorità di questa amministrazione sarà la formazione professionale di giovani talenti, la creatività, le nuove forme di opportunità occupazionali delle nuove generazioni. Impariamo a dare. Ai giovani che si impegnano e lavorano, agli artisti che creano bellezza, agli sportivi che vincono, agli imprenditori che producono. E’ arrivato il momento di metterci al servizio di chi fa. Questo è il lavoro che ci accingiamo a svolgere. Senza più vetrine, senza più forzature. Ma con umiltà e determinazione». «Condividiamo - la replica di Andreina Esposito - ma speriamo che si arrivi fino in fondo». 

Teresa Palmese

11-10-2017 15:00:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA


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