Carlo Casalegno, giornalista vittima delle Br


Carlo Casalegno è stato il primo giornalista ucciso dalle Brigate Rosse durante gli anni di piombo. Il 16 novembre del ‘77 alle ore 13.55, mentre tornava a casa fu vittima di un agguato da parte di un gruppo di fuoco della colonna torinese delle Brigate Rosse formato da Raffaele Fiore, Patrizio Peci, Piero Panciarelli e Vincenzo Acella. La vittima, pur avendo subito gravissime lesioni, non morì subito. Nonostante un apparente miglioramento, il vice-direttore de La Stampa morì il 29 novembre 1977, dopo 13 giorni di agonia. Al processo i brigatisti dissero che avevano deciso di ucciderlo a causa di un duro articolo intitolato «Non occorrono leggi nuove, basta applicare quelle che ci sono. Terrorismo e chiusura dei covi»

REDAZIONE

29-11-2017 10:10:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA


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