Daniel Fonseca, il "Bugs Bunny" che faceva ammattire le difese


L’Uruguay ha vinto 2 Mondiali e 2 Olimpiadi e ha primeggiato 15 volte in Coppa America. Tutti questi trofei a dispetto delle sue dimensioni geografiche e del basso numero di abitanti. Molti i calciatori uruguagi che hanno segnato la storia del calcio, alcuni anche quella del calcio italiano partendo da Juan Alberto Schiaffino mentore del giovanissimo Rivera. Una decina, come oriundi hanno giocato, con alterne fortune, anche nella nostra Nazionale. Tra gli uruguagi del nostro Campionato come dimenticare Enzo Francescoli, Alcides Ghiggia, Paolo Montero, Carlos Aguilera, Ruben Sosa, Alvaro Recoba, Walter Gargano, Martin Caceres.  Anche a Napoli gli uruguagi hanno fatto storia come nel caso di Edinson Cavani che proprio a Napoli si è trasformato in uno dei più completi attaccanti al mondo. Negli anni 90 era arrivato a vestire l’azzurro partenopeo l’uruguagio Daniel Fonseca. Giocatore di grandi doti tecniche ma incapace di diventare imprescindibile. A Napoli era arrivato da Cagliari per 15 miliardi più il cartellino di Pusceddu. Nel Napoli gioca le sue due annate migliori in Italia realizzando 31 reti in 58 presenze: una delle migliori medie gol della storia del Napoli. Con i partenopei segna anche 5 reti in una sola partita di Coppa UEFA (Valencia-Napoli 1-5) Daniel ha i “dentoni da coniglio” e una eccellente rapidità: quasi un cartone animato che entusiasma i tifosi partenopei.  Sono gli anni della crisi finanziaria del Napoli, per far cassa, bisogna cedere Ciro Ferrara alla Juve e Fonseca alla Roma.  Quelli romani saranno anni costellati da continui infortuni. Nel 97 passa alla Juve fortemente voluto da Claudio Lippi che lo aveva già allenato ai tempi del Napoli. A Torino ritrova Ciro Ferrara, Fabio Pecchia e il connazionale Paolo Montero. Vince subito nel 97 Scudetto e Supercoppa anche se segna solo 4 gol in 15 presenze. In 4 anni di Juve solo 10 gol e una serie infinita di infortuni. Dopo una parentesi in Argentina, torna in Italia a Como dove gioca solo due partite. Proprio a Como, a fine carriera, incappa in guai giudiziari per presunte molestie ad una estetista.

Buono anche il suo score in Nazionale con 11 reti in 30 presenze.

Si reinventa, con successo, come procuratore e cura gli interessi dei suoi connazionali Muslera,  Caceres e soprattutto di Luis Suarez, il formidabile (e pazzo) attaccante ora al Barcellona.

Suo figlio Matias, nato nel 2001, è un attaccante di sicuro avvenire.

Gli anni migliori di Daniel in Italia sono stati quelli di Napoli. Ottima visione di gioco, senso dell’anticipo nell’occupare gli spazi sui lanci lunghi e sulle verticalizzazioni, costante nella pressione in fase di non possesso. Le stesse doti di Cavani… ma non la sua grandiosità!!

Raffaele Cirillo

16-07-2017 21:11:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA


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