Grandi appalti, rottura definitiva tra i Comuni di Meta e Vico Equense: sciolta la convenzione


Nessun margine per ricomporre la rottura. Almeno per il momento. E’ divorzio ufficiale tra i Comuni di Meta e Vico Equense sugli appalti. Rotta definitivamente la convenzione per la centrale unica di committenza. Una decisione assunta di propria iniziativa dal sindaco di Meta Giuseppe Tito che, prima di Capodanno, silurò una volta per tutte il proprio segretario Luigi Salvato, il funzionario “in prestito” in part-time proprio dal Comune di Vico Equense. Un dietrofront clamoroso. Che fa gravare i costi del funzionario interamente sull’ente di Vico Equense che, come ha dichiarato il primo cittadino Andrea Buonocore, era stato tenuto all’oscuro della decisione.
Da qui la tensione è salita alle stelle con Tito che farà approvare in consiglio comunale, lunedì prossimo, la rettifica della delibera in cui sarà sancita l’uscita del Comune di Meta dalla Cuc con Vico Equense su beni e servizi. E adesso cosa succederà? Sia l’amministrazione di Meta sia quella di Vico Equense stanno cercando di trovare “piattaforme” limitrofe a cui aderire. Si tratta di una necessità dettata espressamente dalla normativa anti-corruzione. Sul caso Tito cerca di essere diplomatico: «Non è la fine del mondo, si va avanti sempre con l’obiettivo di centrare i propri obiettivi programmatici - è la premessa della fascia tricolore democrat -. Mi sto guardando attorno per cercare la soluzione che arriverà a stretto giro». E i dissidi con Buonocore che accusò proprio Tito di scorrettezza politica e umana? «Ci siamo visti e chiariti, nessun ulteriore sviluppo di un caso che stiamo risolvendo - chiosa Tito -. Lo capisco, ma adesso mettiamo da parte le polemiche e riprendiamo a lavorare». Non sarà interrotto invece il rapporto contrattuale tra i Comuni di Meta e Vico Equense per la gestione della raccolta rifiuti. L’intesa milionaria stipulata con l’impresa Sarim - che lavora proprio nelle due città - scadrà solamente nel 2019. Inizialmente Buonocore, dopo che Tito mise da parte Salvato, dichiarò di voler risolvere il contratto con Sarim. Poi lo stop a una vera e propria provocazione.
Sia chiaro: tra i sindaci della penisola sorrentina, non è un mistero, in questa fase politica - soprattutto dopo il referendum costituzionale dello scorso 4 dicembre - non corre buon sangue. Intanto Tito, mentre è alle prese con l’ipotesi di cambiare qualcosa nell’assetto della propria giunta (due giorni fa sono state azzerate le deleghe, ndr), è alla ricerca di un sostituto di Salvato. Il primo cittadino vuole un funzionario a tempo pieno perché di recente è stato eletto consigliere metropolitano e spesso, per ragioni istituzionali, è costretto a raggiungere Napoli. Come nuovo segretario è in pole position Deborah De Risio, già a Piano di Sorrento per dieci anni e messa alla porta dal neo sindaco Vincenzo Iaccarino che ha preferito affidarsi anima e corpo a Michele Ferraro.

Salvatore Dare

06-01-2017 19:00:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA


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