Il Verona torna in A, che rivincita per Pecchia: "Da Benitez ho imparato tantissimo"


Il riscatto del Verona e la rivincita di Fabio Pecchia. C'e' tutto nel ritorno in Serie A degli scaligeri con alla guida il 43enne tecnico di Formia che conquista il suo primo 'titolo' in panchina dopo le soddisfazioni prese da calciatore. E' bastato lo 0-0 a Cesena, senza preoccuparsi di quel che stava succedendo a Frosinone, per liberare l'entusiasmo degli oltre quattromila tifosi gialloblu' presenti al "Manuzzi" e gli altrettanti che invaso piazza Bra, compreso il sindaco Flavio Tosi. "Questa promozione e' figlia della crescita di un gruppo - confessa Pecchia - Sembra normale che il Verona sia in Serie A, che Pazzini sia capocannoniere e che Romulo giochi 40 partite, ma ci sta dietro un grande lavoro di tutti. Senza la fiducia della societa' non mi godrei questa situazione. Il mio pensiero e anche la mia dedica vanno a Setti e Fusco che mi sono stati vicini nei momenti piu' difficili. La conferma mi fa piacere ma adesso voglio godermi il successo". Tutti l'aspettavano l'Hellas e dunque dare l'epilogo per scontato sembrava quasi obbligato. Ma Pecchia sa da dove nasce il trionfo: "La difficolta' non era dover vincere a tutti i costi ma saper creare una mentalita' vincente dopo una retrocessione. Non e' mai facile riprendersi. Le scorie della scorsa stagione ci hanno creato dei problemi in certi momenti. Sono stati 10 mesi impegnativi e intensi e ora bisogna recuperare le energie. Dovevamo ripartire con un gruppo giovane e rinnovato dopo una stagione di veleni che aveva creato molte difficolta' a tutto l'ambiente". Quando ha riacceso il cellulare, nella valanga dei messaggi ha trovato quello graditissimo di Rafa Benitez. "Mi ha scritto 'Vamos!' Lui c'era gia' riuscito con il Newcastle qualche settimana fa e adesso aspettava me. Stavo bene con Benitez e da lui ho imparato tantissimo".

"E' uno dei migliori allenatori in circolazione, ma ho voluto scegliere una strada diversa e partire da solo conoscendo i rischi. Per me e' una grande soddisfazione, il presidente Setti voleva il prodotto finito e l'ha avuto". Il purgatorio dell'Hellas e' durato poco, e poteva durare anche meno ripensando alla partenza sparata che sembrava lasciare campo libero all'impronta scaligera sulla Serie B. Non e' stata una passeggiata, pero' l'Hellas non e' mai andata sotto il terzo posto e ha avuto sempre nel mirino l'obiettivo. Sono 9 le promozioni dei veronesi in Serie A ed e' mancata, per completare l'opera, soltanto la festa per Pazzini che sebbene capocannoniere del campionato con 23 gol non e' riuscito a raggiungere Cacia, che ne aveva segnati 24 nella precedente scalata del 2013 con Mandorlini in panchina e anche li' promosso con il secondo posto. Pecchia si e' preso il suo primo 'titolo' dopo aver vinto da centrocampista uno scudetto e una Supercoppa Italiana con la Juve, un Europeo Under 21 con la maglia azzurra e una Coppa Italia di Serie C a Foggia. E' rientrato dall'esperienza al fianco di Benitez al Real Madrid e al Newcastle, seguita a quella col Napoli, per conquistare qualcosa di tutto suo e cercare la propria strada. C'era stato un esordio scottante nei cadetti con il Gubbio del direttore tecnico Gigi Simoni, poi l'esonero a meta' ottobre 2011, e la ripartenza a Latina che si era fermata l'8 aprile 2013, lasciando i pontini in finale di Coppa Italia di Lega Pro e terzi in classifica poi promossi in B ai play off con il successore Sanderra. L'amarezza era tanta per le due disavventure. E' ripartito con Benitez, aspettando l'occasione giusta per mettere le ali. Riuscendoci. 

19-05-2017 12:10:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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