Indennità, la casta di Portici non molla i gettoni: niente rinuncia all’extra in busta paga


Portici. Indennità e gettoni, il grande bluff della maggioranza targata Enzo Cuomo: in Comune è asso piglia-tutto.Non si è placano le polemiche legate all’aumento delle indennità per il sindaco, il vicesindaco, gli assessori e i consiglieri comunali, approvata con determina dal dirigente Maurizio Longo in applicazione della legge 267 del 2000. Una legge che, appunto, prevede un «bonus-extra» per gli amministratori locali. Tutto lecito, sebbene eticamente discutibile.

Con un tasso di povertà che cresce senza sosta e con un numero di famiglie in difficoltà economica costantemente in aumento, l’aumento in «busta paga» ai politici è giusto? Secondo l’opposizione e parte della stessa maggioranza di palazzo Campitelli «no». Eppure, a oggi non c’è stata neanche l’ombra della rinuncia ufficiale dei compensi extra, argomento affrontato durante l’ultimo consiglio comunale.

Una riunione-bluff dell’assise, perché n- a dispetto delle 6 ore di discussione trascorse in aula tra interruzioni e riformulazioni degli atti per guadagnare tempo - non è stato minimamente toccato l’argomento. Insomma, un consiglio comunale sterile nei fatti e - guarda caso - senza lo streaming a disposizione della cittadinanza, perché il cameraman Carlo Algamage sarebbe stato indisponibili per imprecisati ragioni lavorative. L’ordine del giorno presentato dai sei consiglieri comunali dell’opposizione che «considerando la rabbia dei cittadini per l’aumento delle indennità agli amministratori del Comune» chiedevano l’immediato blocco degli incentivi è stato respinto in quanto «inammissibile», secondo il parere dello stesso dirigente Maurizio Longo.

Pronto a ribadire come proprio il sena-sindaco propose - senza successo - l’annullamento dell’incremento delle indennità. Senza successo perché gli extra sono previsti della legge e non c’è possibilità rescissoria. Quindi un vero e proprio nulla di fatto, sebbene la volontà - al momento, a chiacchiere - della maggioranza sarebbe istituire una voce di bilancio per «famiglie in difficoltà» a cui destinare il proprio 10% in più, effettivo solo in caso di partecipazione alle 32 commissioni consiliari stabilite dal nuovo decreto sbarcato a Portici.

Mentre il sindaco, invece, continua a portare avanti la sua «benevolenza» istituendo per la somma di 5.000 euro di fondi privati derivanti dal vitalizio o pensione da senatore, alcune borse di studio per gli studenti meno abbienti. Insomma, durante l’ultima riunione dell’assise - insieme a non avere rinunciato all’aumento - sono saltate le interrogazioni previste all’ordine del giorno, perché la minoranza ha preferito tacere, verosimilmente proprio perché in fondo non convinta al 100% di voler rinunciare al piccolo extra a fine mese.

Daniele Gentile

13-02-2018 15:40:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA


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