Listopoli a Napoli, indagato il compagno di Valeria Valente: «Ho la coscienza a posto»


Napoli. “Sono sereno perché ho la coscienza a posto. I padri politici mi hanno insegnato che quando ci si comporta onestamente non si ha nulla da temere”. Gennaro Mola, compagno della candidata sindaco Pd Valeria Valente e responsabile all’epoca del suo comitato elettorale, ha da poco ricevuto dalla guardia di finanza l’avviso di garanzia della Procura: è indagato nell’inchiesta sui candidati ignari.

Un atto in qualche modo prevedibile, se non dovuto, dopo che il consigliere comunale Pd, Salvatore Madonna ha fatto il suo nome durante l’interrogatorio di lunedì. “Ho piena fiducia nella magistratura – commenta con voce tranquilla l’ex assessore ai Rifiuti dell’era Bassolino-Iervolino preferendo per il momento non aggiungere altro nel rispetto degli inquirenti – . Da sempre ho dato la mia massima collaborazione per fare luce su questa vicenda”. In un primo momento Mola doveva essere ascoltato come persona informata sui fatti in quanto sua la responsabilità del comitato e delle liste. E quindi anche della lista civica “Napoli Vale” in cui sono state candidate nove persone che hanno scoperto di esserlo soltanto quando è arrivata loro la notifica della Corte d’appello per la mancata rendicontazione delle spese elettorali.

La sua posizione è cambiata quando Madonna, primo e fino a ieri unico indagato, ha  puntato il dito contro di lui. Ascoltato per tre ore e mezza dal pm Stefania Buda lunedì scorso ha raccontato che nella notte del 6 maggio, poche ore prima dello scadere dei termini per consegnare le liste, Mola gli avrebbe consegnato un elenco di tredici nomi di candidati. Tra cui c’erano anche i nove nomi dei candidati al buio. Madonna, che come altri consiglieri comunali poteva autenticare le candidature, ha ammesso di averlo fatto senza verificare i documenti e senza che fossero presenti i diretti interessati.

Una superficialità ha detto, in presenza del suo avvocato Carlo Di Casola, dovuta al profondo caos di quella sera. E per cui ora è indagato con l’ipotesi di violazione della legge elettorale. Agli inquirenti che glielo chiedevano ha poi risposto che sarebbe stato Mola a dargli quei nomi, mentre erano in una stanza al comitato. Affermazione smentita da Mola che  ha sempre detto di non sapere chi fosse né la disabile Federica, né tanto meno gli altri candidati ignari. Ed anzi in seguito alle loro denunce di essersi accorto che al comitato non avevano neanche i numeri di telefono e gli indirizzi. Di quella lista Napoli Vale conosceva solo i primi nomi, ma non gli altri. E quindi non sarebbe stato lui a portarli.

Cose che spiegherà martedì, quando sarà ascoltato in Procura, alla presenza del suo avvocato Bruno Von Arx. Salgono a due quindi gli indagati nell’inchiesta ribattezzata Listopoli, coordinata dal procuratore aggiunto Alfonso D’Avino e per cui si ipotizza il reato di violazione della legge elettorale. Nei prossimi giorni saranno ascoltati anche altri consiglieri comunali che potevano autenticare le candidature, tra cui Aniello Esposito e Antonio Borriello.

Marina Cappitti

16-02-2017 07:40:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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