Marittimi e Deiulemar, Grillo specula sul dolore di Torre del Greco. E il parroco «benedice» la piazza


Torre del Greco. Otto minuti di show. Otto minuti di battute e populistiche promesse, capaci di raccogliere facili applausi e consensi tra i centinaia di sostenitori del Movimento 5 Stelle e semplici curiosi accorsi in piazza Santa Croce per ascoltare il «nuovo profeta» della politica italiana. Ma, al termine della comparsata di Beppe Grillo sul palco allestito davanti alla Basilica di Torre del Greco, diverse sono state le facce deluse. Particolarmente corrucciati gli obbligazionisti della Deiulemar compagnia di navigazione - il colosso armatoriale dichiarato fallito a maggio del 2012 per la disperazione di circa 13.000 famiglie di risparmiatori, travolte dal crac da 800 milioni di euro - a cui il comico di Genova ha dedicato solo un breve passaggio all'interno del «pistolotto» sulle banche tutelate dal governo targato Matteo Renzi.

La benedizione del parroco

Alle 18, orario previsto per l'inizio del comizio, piazza Santa Croce è praticamente deserta. A salire sul palco sono i rappresentanti dell'associazione Marittimi per il Futuro, gli stessi pronti a salutaro con soddisfazione le parole dell'onorevole Enzo Rivellini, candidato al senato con il centrodestra proprio nel collegio di Torre del Greco. Ma i marinai sono abituati a rapidi cambiamenti di vento e - a sole 24 ore di distanza - sono saltati sul palco del Movimento 5 Stelle. Una scelta «benedetta» da don Giosuè Lombardo, il parroco salito agli «onori» delle cronache per la guerra al concerto di Roby Facchinetti davanti alla Chiesa Madre della città e la mancata benedizione al carro dell'Immacolata dopo la lite con alcuni portatori. Dall'otto dicembre sono passati due mesi e i marittimi hanno avuto migliore fortuna della Madonna: «Il signore benedica il lavoro e i marinai della nostra città», l'auspicio del sacerdote. Poi - durante il successivo intervento di Beppe Grillo - le campane della Basilica hanno suonato a festa, al punto da strappare al leader pentastellato una battuta di dubbio gusto: «Vola e vieni giù (riferito a Dio, ndr) E non mandarci tuo figlio».

La speculazione marittima

Il primo a salire sul palco allestito in piazza Santa Croce è stato il deputato uscente Luigi Gallo - il parlamentare dell'iniziativa per lo studio del mandolino nelle scuole - pronto a cavalcare il dramma dei marittimi: «Si tratta di un lavoro usurante, lo Stato deve pagare chi è stato a contatto con l'amianto e con l'acqua salata. Beppe Grillo è venuto qui quando eravamo all'1% dei sondaggi, ora andiamo verso il governo del Paese». E giù applausi per l'ingegnere delle passerelle, incapace di portare un solo risultato concreto per il suo territorio. Un intervento per scaldare la folla, in attesa dello show del comico venuto da Genova: «Vorrei partire da lontano - le prime parole del leader pentastellato - quando un armatore mi ha detto di essere esentasse, a patto di assumere italiani come faceva la vecchia dirigenza di Costa. Poi l'Europa è entrata di prepotenza, abbiamo legge dogana dei porti e arrivano migliaia di prodotti contraffatti. Se siamo in queste condizioni è un problema europeo: una delle categoria più privilegiate sono gli armatori, abbiamo fatto proposte sempre respinte».  

La tigre della Deiulemar

Davanti alla gente che - cartelli alla mano a ricordare la sciagura economica di Torre del Greco - aspettava un impegno concreto a sostegno dei risparmiatori travolti dal «grande crac» all'ombra del Vesuvio, Beppe Grillo è stato lapidario: «Porteremo avanti la battaglia insieme, state tranquilli», la «garanzia» del comico di Genova. Parole già ascoltate centinaia di volte a Torre del Greco. Senza successivi riscontri. Al punto da convincere qualche vittima degli armatori-vampiri della Deiulemar a urlare all'indirizzo degli esponenti del Movimento 5 Stelle: «Ci hanno rubato un miliardo di euro, le famiglie sono sul lastrico - la protesta del pubblico - Ci vuole una commissione di inchiesta, ridateci i nostri soldi». Proteste accolte senza il solito sorriso beffardo dal comico di Genova: «Avete ragione - la risposta del fondatore del M5S - È una battaglia non per noi, ma per i nostri figli e nipoti». E poi via dal palco. Gli otto minuti di show (gratuito) all'ombra del Vesuvio erano scaduti.

Alberto Dortucci -Daniele Gentile

13-02-2018 08:50:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA


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