Outlast II, terrorizza più del primo


Immaginiamo l’atmosfera perfetta, soli in casa di notte con luci spente e finestra sbarrata, 2 cuffie per godere appieno del comparto audio e Outlast II in esecuzione, ecco che le mie urla di terrore sono servite dopo i primi 20 minuti. Trattandosi di un gioco con visuale in prima persona si è andata ad alzare l’asticella per il comparto visivo, ogni dettaglio che può riguardare violenza o che è in grado di generare ribrezzo e orrore viene messo sotto la lente d’ingrandimento. Rispetto all’ospedale psichiatrico del primo capitolo caratterizzato da luoghi angusti e facili nascondigli, qui ci troviamo in zone molto più aperte ed esterne in grado di nascondere non poche insidie. Il lavoro fatto sugli scenari è encomiabile, difatti i fondali oltre ai poligoni dei vari personaggi risultano di altissimo livello, la cura nei dettagli è maggiore rispetto al passato. Artisticamente le musiche riescono a trasmettere alla perfezione lo stato d’animo che si sta provando nella situazione che si segue.

La storia si avvia in modo molto semplice, vestiremo i panni del reporter Blake Langermann armato della sola telecamera ed intento a seguire un caso di cronaca con la moglie Lynn, mentre stanno girando il servizio a bordo di un elicottero sul deserto dell’Arizona quest’ultimo si schianta e al risveglio il protagonista si troverà solo ed in cerca della consorte. L’incubo ha così inizio e ci si troverà dinnanzi un’intera comunità allo sbando, deviata dalla guida di un falso profeta, il tutto è arricchito con collezionabili (file di testo o audio) di un libro meglio identificato come il “vangelo nero”. Si andranno a susseguire scene splatter, altre dove la sacralità dei luoghi verrà violata e flashback che riguardano il passato di Blake all’interno di una scuola, che va a rappresentare oltre ad una dimensione differente uno snodo importantissimo per la trama.

Fuggire, questo sarà il nostro unico imperativo, le meccaniche di gioco difatti non ci permettono di difenderci o di attaccare le creature che si pareranno sul nostro percorso, ma solamente di correre o trovare riparo sotto letti o in qualche armadio, insomma nascondigli di fortuna, ciò non fa altro che aumentare l’ansia. La telecamera ad infrarossi è come detto l’unico oggetto in dotazione nel nostro inventario, tramite il microfono ambientale potremmo catturare rumori e suoni nell’ambiente aiutandoci così negli spostamenti, quando ci verrà notificato un obiettivo sensibile partirà una piccola ripresa con dei commenti ed approfondimenti maggiori alla storia e grazie alla modalità notte potremmo vedere dove mettere i piedi ed orientarci nelle zone completamente buie. La camera però non potrà esser usata in modo smodato, avremo bisogno di pile che andremo a trovare lungo la nostra avventura, non saranno molte pertanto l’uso sarà parsimonioso e centellinato. A difficoltà normale è possibile completare il tutto in 10-12 ore, c’è da dire che esplorando a fondo, aumentando il livello di difficoltà e ricercare tutti i collezionabili farà aumentare il numero di ore.
Outlast II vuole e riesce ad essere un gioco maturo, per pochi coraggiosi che osano accettare questa sfida, chi è in cerca di una narrazione stupefacente sarà accontentato in pieno, il gioco è disponibile su Xbox, PC e Ps4 al prezzo di 30 euro.

Fabio Pirozzi

08-05-2017 13:00:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA


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