«Passaggio pubblico di soccorso chiuso dalle cabine». Quel verbale vecchio di 15 anni sul caos lidi di Sorrento


«Si è ribadita ai concessionari la necessità di attenersi pienamente alle disposizioni legislative in merito al libero accesso e alla visibilità degli stabilimenti balneari mediante l’abbattimento delle barriere architettoniche». Non solo: «Parrebbe necessario ed opportuno creare un corridoio di passaggio alle spalle dello stabilimento Leonelli’s beach». Motivo? «Conseguire, anche per questioni di sicurezza ed emergenza, un agevole percorso orizzontale da Marina Piccola all’ultimo stabilimento balneare ad ovest del fronte mare della Marina di San Francesco».
E’ il 6 dicembre 2002. Quasi 15 anni fa. E l’allora funzionario dell’ufficio demanio marittimo del Comune di Sorrento Adriano Morelli scrive di suo pugno al direttore generale dell’ente Luigi Gargiulo. La nota è decisamente importante. Perché in quel documento si fa un riepilogo di un incontro avvenuto tre giorni prima in municipio con i titolari dei lidi e l’ufficio locale marittimo della Capitaneria di Porto. Motivo? «Sopralluogo presso stabilimenti balneari» alla luce della necessità di verificare l’accessibilità dei bagnanti all’arenile libero e migliorare le vie di fuga anche in caso di soccorso. Si parla del percorso pubblico situato alle spalle dei lidi e adesso in parte inaccessibile. Tant’è che proprio il ripristino del corridoio è uno degli elementi clou dell’inchiesta del sostituto procuratore Silvio Pavia. Perché il percorso è off-limits? Ci sono le cabine che, arretrate di qualche metro, hanno tolto spazi anche in caso di emergenze. Morelli evidenzia l’urgenza di intervenire, così come per la rimozione «dei grossi serbatoi attualmente posizionati su staffe sulla parete a strapiombo sugli stabilimenti».
Anche oggi ci sono problemi e contestazioni simili che restano oggetto di indagine. Alla lettera del 2002, se ne aggiunge un’altra, datata 23 maggio 2004. Poche righe a firma dell’attuale comandante della polizia municipale Antonio Marcìa e del responsabile di settore Mario Volpe indirizzate al funzionario Donato Sarno. «Si è riscontrato - si legge nell’atto - che allo stato gli arenili non hanno libero accesso». Non solo. Sotto la luce dei riflettori ci sono i due ultimi stabilimenti - Leonelli’s beach e Bagni Salvatore - «completamente chiusi con tavolame e reti metalliche e quindi non consentono il libero accesso all’arenile».
Sul caso vigila anche il movimento civico “Conta anche tu” che, di recente, assieme ai circoli locali delle associazioni “I cittadini contro le mafie e la corruzione” e “Antonino Caponnetto”, ha invocato alla Procura di Torre Annunziata il pugno duro. «Diversi anni fa, a seguito di un tragico evento, ci furono difficoltà per soccorrere un nostro concittadino. E' da allora che ho intrapreso una battaglia per la legalità» sottolinea il coordinatore Francesco Gargiulo.

Salvatore Dare

19-05-2017 11:55:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA


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