Torre del Greco, il sindaco resta in cella. Ecco le prossime mosse per la scarcerazione


Torre del Greco. Nessuno si aspettava una decisione diversa, perché la scarcerazione immediata avrebbe rischiato di incanalare su un binario morto le indagini condotte dal pubblico ministero Silvio Pavia. Il gip Antonio Fiorentino - sostituto della collega Emma Aufieri, il magistrato pronto a firmare l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il sindaco Ciro Borriello - ha respinto l’istanza di scarcerazione presentata dall’avvocato Giancarlo Panariello al termine dell’interrogatorio di garanzia: l’ex deputato di Forza Italia - accusato di avere intascato mazzette per 20.000 euro al mese dai titolari della «ditta di casa» dei Fratelli Balsamo, incaricati della raccolta dei rifiuti nella quarta città della Campania - resta dietro le sbarre del carcere di Poggioreale, dove dovrà trascorrere il Ferragosto più caldo e triste della sua vita.

Le esigenze cautelari

Le motivazioni alla base del verdetto del gip Antonio Fiorentino sono racchiuse in una sola paginetta, in cui sostanzialmente si evidenzia come «il quadro indiziario e cautelare sia rimasto immutato dopo l’interrogatorio di garanzia dell’indagato». D’altronde nessuno - verosimilmente neanche lo stesso Ciro Borriello, apparso sollevato dopo la lettura integrale dei capi d’accusa avanzati dalla procura di Torre Annunziata - si aspettava un esito già favorevole al chirurgo plastico con la passione per la politica. L’indagato eccellente della «monnezza connection» all’ombra del Vesuvio si era presentato al faccia a faccia con il gip Emma Aufieri da sindaco-dimissionario. Quindi, in teoria, in qualità di primo cittadino a dispetto della sospensione decisa dal prefetto di Napoli in ottemperanza alla Legge Severino: un “dettaglio” ritenuto, evidentemente, rilevante ai fini della decisione. Dunque, niente arresti domiciliari e conferma dell’attuale misura cautelare.

Le prossime mosse

La notizia del rigetto dell’istanza sarà comunicata al sindaco Ciro Borriello già oggi, quando l’avvocato Giancarlo Panariello raggiungerà nuovamente il carcere di Poggioreale per rappresentare la situazione al proprio assistito e valutare le successive mosse difensive. Non è escluso, alla luce della strategia già valutata da Ciro Borriello, il ricorso immediato al tribunale del Riesame per provare a strappare subito una misura cautelare meno pesante del carcere.

I vantaggi del ricorso-flash

In caso di via libera del sindaco, già oggi l’avvocato Giancarlo Panariello si potrebbe appellare al tribunale del Riesame di Napoli: l’udienza - tempi alla mano - sarebbe così fissata tra il 22 agosto e il 25 agosto. Salvo colpi di scena, all’appuntamento Ciro Borriello arriverebbe non già da sindaco - i termini per il ritiro delle dimissioni presentate il 28 luglio scadono il 17 agosto - bensì da semplice cittadino. Uno status capace di cancellare (almeno) due motivi su tre di esigenza di custodia cautelare dietro le sbarre.

Il rischio della fretta

Ma a metà agosto a decidere non sarebbero gli specialisti della materia bensì una sezione feriale (dunque, generalista) del tribunale del Riesame. Un potenziale pericolo per il chirurgo plastico, tuttavia, pronto a rischiare per provare a uscire in fretta dal padiglione Firenze del carcere di Poggioreale e cominciare a costruire con serenità la propria difesa.

twitter: @a_dortucci

Alberto Dortucci

12-08-2017 11:55:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA


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