Blitz contro il clan Moccia: sigilli nel Napoletano alla villa stile “Scarface” con 40 stanze


L'operazione avviata oggi - ha detto durante una conferenza stampa dal questore Antonio De Iesu - mira "a togliere ossigeno alle organizzazioni criminali". I sigilli riguardano anche 3 appartamenti, un garage, un terreno, un magazzino - tutti ad Afragola - 2 terreni (per complessivi 42580 mq) ad Acerra e varie unita' immobiliari a Napoli, nella zona della Stazione Centrale, destinate a uso commerciale di tipo alberghiero (Hotel San Pietro). Sequestrate, inoltre, le quote e l'intero patrimonio della societa' "Geni srl" di Roma, che si occupa del commercio all'ingrosso di prodotti alimentari. A Roma sono stati messi i sigilli anche a un'altra ditta (che opera nel settore dei servizi di sostegno alle imprese). Infine, sono stati sequestrati 9 veicoli (tra auto e moto) e rapporti bancari. Luigi Moccia - presente stamattina nella villa di Afragola quando la Polizia di Stato ha notificato il provvedimento di sequestro da 10 milioni di euro emesso dal Tribunale di Napoli - e' indagato dal Tribunale di Roma nell'ambito di un'indagine su infiltrazioni camorristiche in attivita' imprenditoriali nel Lazio e a Napoli. Moccia, libero dal 23 dicembre del 2011, viene ritenuto un soggetto "di allarmante pericolosita' sociale, sia per l'efferatezza e solidita' del clan, sia per il ruolo apicale rivestito nell'organigramma dell'organizzazione camorristica, svolto anche quando era in carcere". I suoi beni erano intestati, in maniera fittizia, a prestanome con l'obiettivo di eludere i provvedimenti di sequestro. L'attivita' investigativa ha confermato - e' scritto in una nota - la vasta disponibilita' finanziaria riconducibile al clan Moccia che ha imperversato nelle zone di Afragola e nel Napoletano fin dai primi anni '80 assumendone il controllo criminale e gestendo, in particolare, le estorsioni anche alle imprese aggiudicatarie di appalti pubblici. "E' un colpo ferale al clan Moccia, dal punto di vista della disponibilita' finanziaria ed economica". Lo ha detto il questore di Napoli, Antonio De Iesu, nel corso di una conferenza stampa convocata in Questura per illustrare i dettagli del provvedimento sequestro, da oltre 10 milioni di euro.I sequestri e le successive confische alla criminalita' organizzata, sottolinea De Iesu, hanno come obiettivo "togliere ossigeno al cancro della criminalita' organizzata". "I clan - ha detto ancora il questore - non hanno come obiettivo la conquista di posizioni sociali ma l'accumulo di patrimoni e ricchezze finalizzate al reinvestimento in attivita' lecite". "Questo incide - ha evidenziato De Iesu - sulla concorrenza, imprenditoriale ed economica, inquina la parte sana". Per De Iesu, sequestri e confische, "rappresentano un punto fondamentale dell'attivita' di contrasto" perche' sottraggono ricchezze per le quali "i criminali mettono in preventivo di essere arrestati e anche di essere uccisi”.
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