Napoli. Inquinamento acustico, rissa sfiorata al Comune


Tensioni, urla e una rissa sfiorata tra commercianti e residenti del centro storico, sotto gli occhi del vice sindaco Del Giudice. Il pomo della discordia è il caos della movida, che divide abitanti ed esercenti. I due fronti sono d'accordo solo nell'addossare all'amministrazione una lista di problemi. Il clima è pesante nella sala Nugnes del consiglio comunale. La riunione era stata convocata per esaminare le diverse criticità, alla presenza di Del Giudice e di Anna Ulleto, consigliera del gruppo misto. Nodi ormai atavici: dalla sicurezza ai rifiuti abbandonati dai giovani frequentatori, passando per i decibel fuorilegge. "Le ordinanza sindacali ci sono, ma il Comune deve farle rispettare" protesta un residente. Le "norme ci sono da 20 anni, chiediamo il rispetto della legge quadro sull'inaquinamento acustico" dice l'avvocato Gennaro Esposito del Comitato per la Quiete Pubblica Napoletana e la Vivibilità Cittadina. La presenza di due legali non va giù a Fabrizio Caliendo, patron dello storico Kestè: "Non dovrebbero essere qui, loro guadagnano con le cause scaturite da questi dissidi". Ben presto gli animi si scaldano e si sfiora la rissa tra un commerciante ed un rappresentanti dei residenti. "Vi chiedo uno sforzo a non considerarci parti contrapposte" esclama un rassegnato Del Giudice. Il vice sindaco annuncia di aver chiesto al prefetto una staffetta tra polizia municipale, che termina il servizio alle 22, e le altre forze dell'ordine per coordinare gli interventi di ordine pubblico. E lancia il codice etico: gli esercenti dovranno impegnarsi a rispettare le ordinanze, a non vendere alcol ai minori e segnalare gli episodi di concorrenza sleale. Nell'accordo saranno coinvolte le associazioni dei consumatori e l'Arpac, competente per le rilevazioni dei rumori molesti. "Provvederemo anche ad acquistare nuovi fonometri" assicura Del Giudice. E tra grida e improperi, quello di oggi già è stato un bel test. Gianmaria Roberti
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