Venezia: Rapina in piazza San Marco, fumogeni per coprire la fuga


Fumo denso e acre, attimi di paura tra i turisti, fuggi-fuggi generale tra chi pensava ad un incendio e chi temeva un attentato terroristico. Sono stati lunghi minuti di tensione quelli che oggi alle 13 si sono vissuti in Piazza San Marco, a VENEZIA, per il tentato assalto da parte di quattro banditi ad una delle gioiellerie delle Procuratie. Per aprirsi la strada hanno fatto esplodere contemporaneamente due fumogeni: uno ai piedi del campanile, l'altro in una calle retrostante il negozio scelto per l'azione criminale, la gioielleria del gruppo "Damiani", che porta ancora l'insegna storica della precedente gestione Missiaglia. Sulla piazza il sole e' stato oscurato ed e' calata una nebbia spessa e irreale che ha azzerato la visibilita' a pochi centimetri, permettendo a due banditi di approfittare della situazione per entrare nel negozio fingendosi clienti, pare con una pistola. "I nostri dipendenti hanno reagito con coraggio - racconta il presidente del Gruppo Damiani, Guido Damiani - dando l'allarme e facendoli fuggire". Ogni cosa era stata pianificata con attenzione: "prima e' entrato un bandito - sottolinea Damiani - e gli e' stato aperto, poi una volta all'interno ha fatto entrare anche il complice. Per fortuna il nostro personale non ha subito conseguenze e non e' stato portato via nulla". All'esterno, frattanto, le forze dell'ordine che presidiano quotidianamente la piazza sono entrate in azione. "Siamo stati i primi ad intervenire - sottolinea il primo caporalmaggiore del Reggimento Lagunari dell'Esercito, Marco Calderaro - con la nostra pattuglia sotto il campanile, dove il fumo era piu' fitto, per tranquillizzare le persone e calmare chi si e' fatto prendere dal panico". Immediatamente i due soldati e un agente di Polizia hanno cordonato l'area e verificato l'accaduto. A far allontanare i due banditi sarebbe stata anche la presenza di un turista davanti al Caffe' Quadri, a pochi passi dalla gioielleria, che dal suo tavolino ha assistito all'assalto e ha cominciato a urlare, richiamando le forze dell'ordine. Sul posto sono giunti cosi' anche i Carabinieri e i vigili urbani. Il colpo era stato progettato con accuratezza, come dimostra il fatto che i quattro banditi si sono mossi con sincronismo perfetto. Le immagini delle telecamere di sicurezza della Piazza mostrano uno dei malviventi mentre guarda per sette volte il proprio orologio prima di accendere il fumogeno. L'impressione degli investigatori e' che si tratti di un gruppo criminale esperto, ben organizzato e non nuovo a colpi del genere. Capace di muoversi agevolmente tra le calli per scomparire senza lasciare traccia. Gli investigatori stanno valutando i punti di contatto con una precedente rapina, compiuta sempre nel 'salotto buono' della citta' nel 2005, ai danni della gioielleria Tokatzyan. In quella occasione i banditi, protetti da alcuni pannelli per restauri in corso, erano riusciti a legare due commessi e a fuggire con preziosi per migliaia di euro.
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