Ercolano. Sparò a un ladro, vigilantes assolto dopo 9 anni

metropolisweb,  

Ercolano. Sparò a un ladro, vigilantes assolto dopo 9 anni

«La valigia l’avevo già preparata da qualche giorno. Una volta arrivata la sentenza di Cassazione mi sarei costituito ad Avellino, come concordato anche con l’avvocato. Poi è arrivata quella telefonata e in un attimo tutto è cambiato. Ho ricominciato a vivere, a sperare». Ci sono 9 anni di angosce in fondo al sospiro di sollievo che si alza dal volto di Claudio Buono, ex vigilantes di 43 anni che ha speso quasi un quarto della sua vita a difendersi dall’accusa più infamante: aver tentato di uccidere un altro uomo. Il giorno che cambia la sua vita per sempre è l’11 gennaio del 2007. Buono è in servizio in un centro commerciale della provincia di Milano, quando un’utilitaria guidata da un pregiudicato si schianta contro la vetrina di una gioielleria. Il ladro fa in tempo a portare via orologi e bracciali, prima che sul posto arrivino sia il vigilantes di Ercolano che un maresciallo dei carabinieri. Ne viene fuori un breve inseguimento che si conclude tra il boato delle pistole. Buono, bloccata l’auto del ladro, scende dalla macchina assieme al maresciallo. «Gli avevo detto di fermarsi – racconta il 43enne – ma lui ha prima tentato di investire il maresciallo e poi ha provato a e mettere sotto me per scappare». E’ una scena da film. Buono, intimorito, spara prima al cofano dell’auto per bloccare il ladro, poi al parafango della vettura quando si accorge che il malvivente sta per travolgerlo. Sono istanti infiniti densi di tensione. Dalla pistola d’ordinanza del vigilantes, partono altri 2 colpi verso l’auto. I proiettili, stavolta, perforano le portiere e colpiscono il malvivente prima al braccio sinistro e poi al gomito destro. «Una reazione figlia della tensione del momento e di una scivolata improvvisa» secondo la guardia giurata. «Un tentato omicidio» per i giudici che prima lo rinviano a giudizio e poi lo portano a processo. Sia in primo grado che in appello, come emerge dalle sentenze, l’accusa punta sulla divisione in due atti della vicenda.

+++ L’ARTICOLO COMPLETO SU METROPOLIS DI OGGI +++

CRONACA