Torre del Greco. Braccio di ferro per 12mila abusi edilizi

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Torre del Greco. Braccio di ferro per 12mila abusi edilizi

Da una parte gli ordini di abbattimento arrivati dalla Procura della Repubblica. Dall’altra la marea di richieste di condono – in tutto oltre 12000 – che affollano gli uffici di Palazzo Baronale. Si gioca su due tavoli una delle partite più importanti per l’amministrazione comunale guidata dal sindaco anti-ruspe, Ciro Borriello. Nei giorni in cui all’ordine del giorno della Camera dei Deputati finisce l’ormai famoso disegno di legge firmato dal senatore Ciro Falanga – il provvedimento che punta a “congelare” le demolizioni per gli abusi di necessità – all’ombra del Vesuvio il dramma abbattimenti ritorna all’ordine del giorno. Sotto i riflettori una lettera inviata dalla Procura della Repubblica e recapitata, nei giorni scorsi, ai vertici dell’amministrazione comunale. Nel mirino 5 abbattimenti per sentenze passate in giudicato da eseguire nelle prossime settimane sul territorio della città vesuviana. Richieste corredate dall’ordine di stanziamento dei fondi per la realizzazione dell’eventuale abbattimento in danno. Una lettera alla quale, in queste ore, risponderà direttamente il sindaco, Ciro Borriello che assieme all’assessore ai lavori pubblici, Luigi Mele sta cercando uno spiraglio per provare a scacciare l’incubo delle ruspe dalla città vesuviana. «Il nostro obiettivo, in questa fase – il commento dell’assessore Mele – è riuscire a ottenere un incontro con la Procura per riuscire a strappare una proroga sugli abbattimenti. Il disegno di legge Falanga potrebbe entrare in vigore a breve e sarebbe ingiusto demolire oggi opere che, secondo la nuova norma, potrebbero essere abbattute dopo 10 anni»

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