Raid per zittire la candidata-sindacalista a Salerno, il rogo “porta” all’ospedale

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Raid per zittire la candidata-sindacalista a Salerno, il rogo “porta” all’ospedale

Controlli all’ospedale di Salerno e indagini sulla vita di Margaret Cittadino e della figlia Luisa Gabriele Falcone. Continuano senza sosta le indagini dei carabinieri della Compagnia di Largo Pioppi dopo l’incendio dell’auto di proprietà della figlia della Cittadino, sindacalista della Cgil e candidata al consiglio comunale nella lista “Salerno di Tutti”, avvenuto sabato sera nel parco residenziale di via Luigi Angrisani a Mercatello. I militari, agli ordini del tenente Bartolo Taglietti, infatti non escludono nessuna pista per fare luce sul raid incendiario e per questo battono ogni pista utile a fare luce sulla verità. Se da un lato i carabinieri, su disposizione della Procura della Repubblica del Tribunale di Salerno che ha aperto un fascicolo di inchiesta, hanno passato al setaccio l’ospedale “Ruggi d’Aragona” e i luoghi in cui la Cittadino si è recata per la campagna elettorale di questi giorni, non scartano altre ipotesi. A partire da quella legata alla figlia della sindacalista-candidata, la dottoressa Luisa Gabriele Falcone. Per questo gli inquirenti stanno scavando nel passato più o meno recente della giovane, studentessa di Medicina a Napoli e proprietaria della Opel Corsa alimentata a Gpl finita in fiamme sabato. Si ipotizza, infatti, che l’episodio, se non legato alla madre della ragazza, possa essere legato a vicende personali della terzogenita della Cittadino.

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