Torre Annunziata. Il generale Ciro Fiore nei guai per mazzette

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Torre Annunziata. Il generale Ciro Fiore nei guai per mazzette

Ufficiale dell’Esercito, in congedo con i gradi di generale, Ciro Fiore (nella foto) ha legato il suo nome anche al destino del Savoia calcio di Torre Annunziata, sebbene per un breve periodo, quando i bianchi dei fratelli Mario e Salvatore Moxedano aspiravano ad essere la seconda squadra della Campania, alle spalle del Napoli. L’ufficiale in quel periodo era anche vicino alla nazionale militare di calcio, e per questo i suoi contatti erano preziosi in fase di calciomercato. Conosciuto, stimato, apprezzato a Torre Annunziata, Ciro Fiore è uno dei due nomi eccellenti finiti nella bufera dei concorsi truccati, un filone d’indagine assegnato dalla procura di Napoli alla Guardia di finanza. In ballo ci sono ben 9 selezioni nell’ultimi biennio e le accuse mosse agli indagati sono pesanti. Secondo gli investigatori, che hanno già affrontato due filoni della stessa inchiesta, Ciro Fiore sarebbe «un procacciatore di candidati per le scuole di Luigi Masiello», l’ex generale di brigata finito nell’inchiesta. Scuole dove si preparano i candidati a sostenere quiz in vista dei concorsi, e dove, questa è la tesi di accusa, si proponevano aiuti e spintarelle in cambio di denaro. Ciro Fiore, secondo l’accusa, sarebbe stato, nell’arco di questi anni, anche «un soggetto attivo nel seguire passo passo gli sviluppi delle varie fasi dei concorsi affrontate dagli stessi candidati». Adoperandosi «per reperire le tracce delle prove scritte utili al superamento dei concorsi». I rapporti tra Ciro Fiore e Luigi Masiello, così come provato dalle intercettazioni telefoniche finite nelle mani dei militari, erano continue. Soprattutto quando c’era da fare la conta delle persone “contattate” per la preparazione alle selezioni. In particolare, in una conversazione di oltre cinque minuti la mattina del 29 giugno scorso, i due ex ufficiali dell’Esercito si confrontano telefonicamente sul numero dei ragazzi e si chi deve ancora saldare i conti per chiudere il bilancio. Il primo da una parte, il secondo dall’altra, appuntano nomi, cognomi e cifre. E ogni candidato ha una “paternità”. «Questo è mio», oppure «questo è tuo». I due si sentono anche quando c’è da restituire una cifra ai genitori di un ragazzo risultato non idoneo ai quiz, e in quel caso la madre del giovane contatta Masiello, che rimanda all’ex ufficiale di Torre Annunziata.

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