INCHIESTA SU COSENTINO. Conosceva atti su clan Puca di Sant’Antino

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INCHIESTA SU COSENTINO. Conosceva atti su clan Puca di Sant’Antino

Atti coperti da segreto d’ufficio, informative e note investigative con richieste di intercettazioni sul clan Puca di Sant’Antimo. Sono i documenti rintracciati su una pendrive, per gli inquirenti napoletani consegnata dal maresciallo dei carabinieri in servizio a Castello di Cisterna all’ex sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino e sequestrata il 3 aprile di due anni fa durante una perquisizione nell’abitazione dell’uomo politico. La copia forense di quel materiale informatico e la successiva analisi hanno portato gli inquirenti sulle tracce del carabiniere infedele, ora sospeso, che ha ‘volontariamente’ rivelato a Cosentino cio’ di cui era a conoscenza grazie al fatto che per un decennio lavorava al Nucleo investigativo del gruppo di Castello di Cisterna. Tra questa documentazione, anche la versione informatica di un falso verbale di interrogatorio, apparentemente reso da un collaboratore di giustizia, di cui Cosentino aveva ammesso solo il possesso di una copia cartacea che era stata pure sequestrata in quella perquisizione. Iannini e’ agli arresti domiciliari fuori dalla Campania. L’indagine e’ la costola di un’inchiesta dei carabinieri di Caserta nata nel marzo 2011, che ha gia’ portato all’esecuzione di 23 provvedimenti cautelari a carico di imprenditori, funzionari pubblici, politici locali e affiliati ai clan, nonche’ a un sequestro beni di oltre 100 milioni di euro. Mentre il provvedimento restrittivo a carico del maresciallo e l’informazione di garanzia e la perquisizione in casa di Cosentino sono stati eseguiti dai carabinieri, alla guardia di finanza e’ stata demandata una serie di perquisizioni in molte localita’ italiane legate sempre ai documenti trovati nell’abitazione di Cosentino ad aprile 2014, “per approfondire spunti investigativi connessi alle attivita’ di altre persone gia’ sottoposte a indagini”, si legge in una nota firmata dall’aggiunto Giuseppe Borrelli e dal vicario del procuratore Nunzio Fragliasso.

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