Salerno, Fonderie Pisano: otto ispettori Arpac indagati

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Salerno, Fonderie Pisano: otto ispettori Arpac indagati

Avrebbero omesso dei controlli sulle Fonderie Pisano e per questo motivo sono stati iscritti sul registro degli indagati dalla Procura. Ma gli otto dipendenti dell’Arpac di Salerno non ci stanno e ai magistrati inquirenti titolari del fascicolo d’inchiesta sull’opificio di via Dei Greci a Fratte hanno fornito un folto memoriale difensivo dove- e soprattutto- si farebbe riferimento ad alcune denunce   presentate da loro dal 2013 a oggi. Esposti che riguardano anomalie riscontrate durante i controlli ma che poi non avrebbero avuto seguito. Poi, quest’anno, ci sono state le due sospensioni delle attività produttive su dettato dell’Arpac di Caserta che avevano evidenziato un «pericolo per la salute pubblica e per l’ambiente».  Ed è proprio sulla differenza dei risultati relativamente ai controlli Arpac (tra il dipartimento di Salerno, nei periodi antecedenti all’attuale gestione commissariale, e gli altri dipartimenti) che la Procura sta cercando di vederci chiaro.  Del resto nelle trenta pagine del decreto d’urgenza di sequestro (avallato anche dal giudice Stefano Berni Canani) si fa riferimento all’attività istruttoria condotta dal direttore tecnico dell’Arpac regionale che oltre a coordinare le attività dei colleghi casertani ha anche confrontato l’esito dell’ispezione del dipartimento di Caserta con quello delle ispezioni condotte dal dipartimento di Salerno facendo riferimento agli anni 2013 e 2014, concludendo con una «costante presenza, negli anni, dei consueti profili di criticità ambientale legati alle emissioni e all’indadeguatezza delle strutture e un approccio mai definitivamente risolutivo nelle varie sedi e fasi di controllo». Tutte ipotesi accusatorie  respinte dai diretti interessati che hanno quindi ribadito di non essere “complici di Pisano” e di non aver mai avuto rapporti- al di fuori delle singole competenze professionali- con gli industriali salernitani. Insomma, di aver agito solo con professionalità. Rimarcando, ancora una volta, come loro stessi avevano riscontrato delle anomalie (come hanno fatto i colleghi dell’agenzia regionale) e denunciato tutto alle competenti autorità. Solo che- a loro dire- quegli esposti non si sa dove poi siano finiti.

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