Appalti Romeo, scontro tra Procura e legali dell’imprenditore. Colangelo: «Nessuna accusa strumentale»

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Appalti Romeo, scontro tra Procura e legali dell’imprenditore. Colangelo: «Nessuna accusa strumentale»

Il procuratore della Repubblica di Napoli Giovanni Colangelo, intervenendo sulle dichiarazioni ”’dei difensori del signor Alfredo Romeo, così come riportate da alcuni organi di stampa”, in una nota ”ribadisce la piena correttezza e legittimità delle iniziative giudiziarie della procura della Repubblica di Napoli, delle quali – ha sottolineato Colangelo – da tempo l’indagato aveva formale conoscenza”. Colangelo, sempre a proposito delle dichiarazioni dei legali di Romeo, ”esclude qualsiasi finalità strumentale”. La precisazione del procuratore si riferisce alle affermazioni fatte ieri dai legali dell’imprenditore in seguito alla diffusione della notizia che Romeo era indagato per concorso esterno in associazione mafioso in relazione all’assunzione di persone ritenute legate alla camorra nell’ambito dell’appalto per le pulizie nell’ospedale Cardarelli di Napoli.
Gli avvocati Francesco Carotenuto, Alfredo Sorge e Giovambattista Vignola, avevano definito ”del tutto inconsistente” l’ipotesi di collusioni con la criminalità organizzata che anzi avrebbe rappresentato ”un’arma usata strumentalmente per indagare sulla Consip e sulle alte cariche dello Stato”. Una accusa respinta con fermezza dalla nota diffusa oggi dal procuratore Colangelo. Fonti della procura evidenziano che Romeo era da tempo a conoscenza della indagine a suo carico e delle ipotesi formulate dagli inquirenti, in seguito alle perquisizioni disposte dai pm e dall’invio di un invito a rendere interrogatorio per il 23 dicembre scorso, interrogatorio al quale Romeo ha deciso di non sottoporsi. Nel corso delle indagini Romeo era stato intercettato attraverso il sistema ”trojian”, e la legittimità dell’utilizzo degli elementi emersi da tale attività – sottolineano le fonti – è stata riconosciuta dal Tribunale del Riesame.

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