Caos servizi sociali, i grillini “in soccorso” della giunta di Piano di Sorrento

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Caos servizi sociali, i grillini “in soccorso” della giunta di Piano di Sorrento

«Anche in maggioranza ci sono perplessità sull’azienda speciale per i servizi sociali. Fermiamoci». E’ Salvatore Mare, consigliere comunale di opposizione del Movimento Cinque Stelle, a fornire un assist (ovviamente indiretto) al sindaco di Piano di Sorrento Vincenzo Iaccarino che, rispetto ai colleghi, ha deciso di congelare per ora l’adesione all’organismo. Si tratta di un passaggio previsto per “rottamare” l’ufficio del Piano sociale di zona dell’ambito territoriale Napoli 33 che non è ben visto dal Comune di Vico Equense che ha scelto di ritirarsi dalla convenzione. Motivo? I costi di gestione dell’azienda che, secondo l’ente di Vico Equense, verrebbero incrementati comparandoli a quelli sostenuti per ora con l’assetto originario.
Mare invoca un dietrofront di tutti i Comuni della penisola sorrentina che, come è ormai è chiaro, ci sono fratture e divergenze. «Anche sulla costituzione di questa nuova azienda consortile si sta spaccando la politica sorrentina e, se agli estremi cardinali della baia se ne festeggia l’approvazione in consiglio comunale, nel feudo di Piano di Sorrento sono molte le perplessità, anche in virtù della missiva del sindaco di Vico Equense che ha annunciato il proprio responso negativo alla proposta d’adesione – scrive sul proprio blog l’esponente pentastellato -. Ho potuto constatare che le perplessità non sono solo le nostre, minoranza delle minoranze, ma coinvolgono anche la maggioranza, che ne ha chiesto il ritiro dalla discussione per ulteriori approfondimenti. Effettivamente, ancor prima di leggere le carte, possiamo presumere che una gestione centralizzata dei servizi di zona per un’area così vasta che comprende territori montani e non, da Vico Equense fino all’estremo ovest di Punta Campanella, non possa garantire rapidità ed efficacia del servizio. Le nostre esperienze pregresse di gestioni consortili, ci hanno dato già segni di quale possa essere l’evolversi delle cose, ad esempio dovremmo stare molto attenti, con le dovute distinzioni, a non fare ciò che è stato fatto all’Arips con il passaggio a Gori. Saremo così abili dal non far lievitare i costi per i cittadini, e non mi riferisco solo ai dati economici ma a qualità, tempo e possibilità d’accesso ai servizi?».
Arriva dunque una bordata: «Non possiamo permettere che il potere decisionale sia esternalizzato e fuori dal controllo delle pubbliche amministrazioni e, a leggere la convenzione, all’azienda speciale è concessa la piena autonomia giuridica».

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