Malati a terra, i medici di Nola difendono i colleghi: «Abbiamo salvato vite»

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Malati a terra, i medici di Nola difendono i colleghi: «Abbiamo salvato vite»

“Ora ci controllano, ma chi era qui sabato ha fatto il proprio dovere di medico, salvare vite”. É l’amaro commento di un camice bianco in uscita dall’ospedale di Nola (Napoli) che racchiude tutta la tensione respirata in mattinata nel nosocomio finito sulle prime pagine dei giornali per le immagini di alcuni utenti adagiati sul pavimento del pronto soccorso nella notte tra sabato e domenica. Non sono bastate le parole del Ministro Beatrice Lorenzin, che ha definito ‘eroi’ i medici e gli operatori dei pronto soccorso, a sanare la ‘ferita’ provocata ieri con l’invio dei Nas in ospedale. “Ci controllano – ha proseguito il medico tra i denti – e non possiamo parlare con i giornalisti. Ci sono i dirigenti cui potete rivolgervi. Ma noi siamo tutti con i medici sospesi. Non potevano fare altro. Le carenze erano state segnalate da tempo, ma le nostre lamentele restano inascoltate fino a quando non accadono fatti simili”.
Intanto, nel pronto soccorso, oggi si è trascorsa una mattinata ‘tranquilla’, con utenti in attesa in barella o su qualche sedia, ma nessuna emergenza simile a quella conseguente all’iper-afflusso del fine settimana. Infermieri e personale medico hanno continuato quasi in silenzio il proprio lavoro, in attesa delle decisioni dei vertici Asl, e della controffensiva dei colleghi sospesi. “Siamo certi – hanno detto – che torneranno, perché hanno fatto soltanto il proprio dovere”.

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