Torre del Greco, il carabiniere “modello” incastra il rapinatore della gioielleria Pin Carmen

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Torre del Greco, il carabiniere “modello” incastra il rapinatore della gioielleria Pin Carmen

Torre del Greco. Un carabiniere a fare da “modello” in un esperimento sulla t-shirt trovata a casa del sospettato numero uno per la rapina in una gioielleria. E’ stato incastrato così Ciro Gallo, 49 anni di Torre del Greco, arrestato lo scorso 22 settembre per il colpo al negozio “PinCarmen” avvenuto poco meno di due mesi prima, l’otto luglio 2016.

Il curioso dettaglio, che dà il senso del lavoro meticoloso degli investigatori dell’Arma attenti a blindare le prove raccolte durante le indagini, è emerso ieri durante l’udienza del processo che si sta celebrando davanti ai giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Torre Annunziata (presidente Antonio Pepe).

Imputati Ciro Gallo, tutt’ora detenuto, e la compagna Sonia Muzio 30enne di origini siciliane ma residente a Torre del Greco. Fu la donna la prima ad essere individuata e arrestata per il colpo alla gioielleria “PinCarmen” dove una coppia di malfattori, un uomo e una donna, si presentò a metà mattinata armata di pistola (solo dopo si scoprì che era una scacciacani priva del tappo rosso) e portò via preziosi per un valore di circa duemila euro.

A “rovinare” la donna furono alcuni tatuaggi, segni assai riconoscibili che la titolare del negozio svaligiato non ebbe difficoltà a indicare alle forze dell’ordine. La coppia, inoltre, era stata notata da un passante che ne fornì la descrizione e le telecamere di videosorveglianza avevano inquadrato la fuga. Dopo poche settimane, insomma, la presunta rapinatrice finì in manette, mentre ci volle un po’ di tempo in più per individuare la parte maschile della coppia. Ed ecco spuntare la maglietta su cui i carabinieri fecero l’esperimento per fugare ogni dubbio. Si tratta di una t-shirt nera, con particolari bianchi sulle maniche, che venne trovata durante una perquisizione domiciliare effettuata l’8 agosto nell’appartamento che Gallo divideva con la compagna. La stessa indossata al momento del colpo, sostennero gli investigatori. C’era, però, un particolare che avrebbe potuto far vacillare la prova-regina. Nelle immagini riprese dalla telecamera tra vico Bufale e corso Umberto la t-shirt appariva nera, ma in quelle immortalate dalla videosorveglianza in via Piscopia si vedeva una maglietta di colore grigio.

Magia? Un’altra persona? Nulla di tutto questo. Ma comunque un dettaglio che avrebbe potuto smontare la validità dell’indizio raccolto durante la perquisizione domiciliare. «La telecamera di via Piscopia distoglieva il colore- ha spiegato il comandante della stazione centro che coordinò le indagini- Per questo facemmo indossare quella t-shirt a un nostro carabiniere, acquisimmo le immagini e le confrontammo con quelle registrate il giorno della rapina». La comparazione giocò a sfavore di Ciro Gallo: arrestato e a processo. A febbraio saranno ascoltati gli imputati, poi la parola ad accusa e difesa e la sentenza. 

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