Il racket del pesce dietro l’attentato esplosivo a Castellammare

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Il racket del pesce dietro l’attentato esplosivo a Castellammare

Castellammare. Le forniture di prodotti ittici, da mettere in vendita per i propri clienti. Questa la pista seguita dagli investigatori dopo l’attentato, con una bomba carta, a un’attività commerciale di piazza Matteotti a Castellammare di Stabia.

Racket, dunque, dietro l’esplosione avvertita in pieno centro, poco dopo lo scoccare della mezzanotte di mercoledì. Un boato fortissimo, che ha devastato l’insegna e l’ingresso della pescheria di piazza Matteotti, a due passi dalla stazione della Ferrovia dello Stato.

Il “chi” ha fatto esplodere quella bomba carta e soprattutto il “perché”, è ora al vaglio della squadra investigativa del commissariato di polizia di Castellammare di Stabia, agli ordini del primo dirigente Paolo Esposito. Gli agenti hanno già ascoltato il titolare della pescheria che ha escluso di aver ricevuto avvertimenti e soprattutto richieste estorsive.

Gli inquirenti stanno tentando anche di scavare nella vita privata del titolare della pescheria, figlio di Cinciniello, uno degli storici rivenditori di prodotti ittici a Castellammare di Stabia. Ma la pista più accreditata resta quella del racket.

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