Fincantieri, ira operaia su De Luca: “Castellammare non si tocca”

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Fincantieri, ira operaia su De Luca: “Castellammare non si tocca”

«Bisogna aprire una riflessione sui cantieri navali. Dobbiamo avere il coraggio di fare una riflessione che guardi ai prossimi 30-40 anni: cosa deve essere quell’area?». E’ stato De Luca a spiazzare gli operai Fincantieri. Ora è bufera sulle dichiarazioni del presidente della Regione Campania nel corso della presentazione di Cantieri-Viviani a Castellammare. 

Le parole del governatore hanno creato non pochi malumori nello stabilimento, tanto che ieri mattina si ipotizzava addirittura il blocco della Statale. Scongiurato poi da un duro documento dove le rsu ribadiscono che il «cantiere non si tocca» ma che la politica «ha fatto fallire il termalismo e ora prova a far fallire Fincantieri». La parola riconversione non esiste nel vocabolario delle tute blu Fincantieri, ora rasserenate dalla fine della cassa integrazione.

«Non riusciamo a capire perché De Luca si è lasciato andare a queste affermazioni – commentano le Rsu Rosario Longobardi, Salvati Raffaele e De Riso Giovanni (Fiom), Domenico Di Maio e Aniello DI Maio (Fim), Massimo Spalice (Failms) – Pochi mesi fa vantava il cantiere di Castellammare a livello nazionale, adesso fa un’uscita choc. La politica ha distrutto tutte le fabbriche stabiesi e non ci riuscirà con Fincantieri». E ancora: «De Luca ha fatto una promessa non mantenuta con la nave oceanografica. Solo chiacchiere e tante contraddizioni. Adesso vogliamo sapere la Regione e il Comune dalla parte di chi stanno. Chiediamo al sindaco di esprimersi su queste esternazioni di De Luca. Non vogliamo arrivare allo scontro, anzi. Siamo disposti a un incontro, purché si mettano sul piatto gli investimenti veri per il cantiere di Castellammare da parte della Regione. I lavoratori e l’azienda hanno fatto la loro parte, ora spetta alla politica. Se invece hanno deciso altro per Fincantieri, allora non ci tireremo indietro alla lotta. L’abbiamo fatto con Bobbio e siamo pronti a farlo per difendere la nostra dignità. Siamo rimasti l’unica economia di questa città». 

E’ un coro unanime. Anche il coordinatore della Failms, Luigi Scarica, spara a zero su De Luca: «L’unica riflessione possibile da fare è di riprendere il tavolo istituzionale con autorità portuale, Mise, azienda, Regione Campania e Comune per completare il protocollo d’intesa già partorito anni fa. Non più di qualche anno fa la Regione si è resa disponibile ad un rilancio della cantieristica campana e principalmente del cantiere di Castellammare di piazza Amendola. Quindi, visto che i progetti di riqualificazione turistica del masterplan sono compresi tra la villa e Rovigliano, caro presidente si faccia una domanda e si dia una risposta: termalismo e industria è un binomio riuscito. Quindi il cantiere non si tocca». 

Dura la reazione anche del consigliere comunale Giovanni Nastelli, tra l’altro operaio Fincantieri, componente della maggioranza vicina a De Luca: «L’imminente carico di lavoro che avremo nei prossimi anni in Fincantieri lo si è ottenuto a seguito di grandi sacrifici e vede nel sindacato e nei lavoratori gli unici artefici di questo importante risultato. Il futuro di questa città passa attraverso il rilancio del cantiere con investimenti mirati dal punto di vista logistico e infrastrutturale – dice – In consiglio comunale farò la mia parte, il cantiere prima di tutto. Il presidente De Luca è pronto ad aprire una riflessione su quell’area per i prossimi 30/40 anni: stia sereno, perché lì continueremo a fare quello che abbiamo sempre fatto, le costruzioni navali. Piuttosto faccia la sua parte, così come avviene e fanno i suoi colleghi in altre regioni, si batta con i fatti e non con gli slogan per tutelare il nostro stabilimento».

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