Migranti a Sorrento, il vescovo Alfano: «I toni sprezzanti sfociano in violenza, la politica usi parole giuste»

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Migranti a Sorrento, il vescovo Alfano: «I toni sprezzanti sfociano in violenza, la politica usi parole giuste»

«Dobbiamo spalancare le porte a chi è in difficoltà. Ho chiesto già alle parrocchie di impegnarsi sempre di più per favorire l’assistenza e l’integrazione. Spiace che si stiano utilizzando parole inadeguate. Spesso il linguaggio rischia di portare alla violenza proprio come dice il Papa». Monsignor Francesco Alfano, vescovo dell’arcidiocesi Sorrento-Castellammare di Stabia, non fa giri di parole sulla querelle migranti e scende in campo. Con garbo e durezza, stigmatizza una volta per tutte le barricate alzate agli extracomunitari da parte dell’amministrazione comunale di Sorrento, a cominciare dall’assessore Massimo Coppola. E invoca un altro atteggiamento, anche sui social network. Il suo invito, improntato a un cambio di passo, segna forse la svolta in una discussione affrontata anche con umori di pancia. E al di là della battaglia politica ingaggiata a Sorrento tra maggioranza e opposizione.
La Prefettura di Napoli ha chiesto ai Comuni la disponibilità ad accogliere migranti usando anche metodi “perentori”. La penisola sorrentina, per tutta risposta, si è scagliata contro questo tipo di scenario. Che ne pensa di quello che sta avvenendo?
«Non fatico a dire che c’è amarezza perché sembra che manchi una visione d’insieme, non pare esserci la serenità giusta per avviare un confronto e parlare, vedersi. Siamo al fianco delle istituzioni, dei cittadini, dei migranti, di chi ha bisogno di conforto e aiuto. Ma invochiamo un cruciale cambio di passo nella sensibilità anche nel modo di affrontare certi temi».
Si riferisce dunque alle parole proferite dai vertici dell’amministrazione comunale di Sorrento?
«Il linguaggio è molto importante. Va utilizzato sempre nella giusta misura. Ovviamente ciò che dichiara chi ha responsabilità nelle istituzioni, che siano nazionali, regionali e locali non fa differenza, assume un peso evidentemente differente rispetto a quello di un cittadino non impegnato direttamente nella vita politica».
Sui social network sono comparsi commenti razzisti. La maggioranza dei cittadini di Sorrento, almeno su Facebook, sembra sulle stesse posizioni della giunta che si è dichiarata fortemente contraria all’accoglienza. Ciò la ferisce?
«I toni sprezzanti non possono mai essere costruttivi. Tutt’altro, rappresentano una potenziale fonte di scontro che rischia di sfociare nella violenza. Dovremmo tutti tenere bene a mente ciò che disse Papa Francesco lo scorso primo gennaio. “La non violenza sia stile di una politica per la pace”. Siamo tutti consapevoli che i social network purtroppo ospitano anche parole che fanno male».
Crede che Sorrento e l’intera penisola sorrentina continueranno a osteggiare l’arrivo degli extracomunitari?
«E’ una terra ospitale, di turismo, di accoglienza. Dal nostro canto abbiamo detto alle parrocchie di fare quanto più è possibile anche nell’attività di sensibilizzazione».

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