Il primo memorial per Genny Cesarano: 8 squadre sul campo San Gennaro

metropolisweb,  

Il primo memorial per Genny Cesarano: 8 squadre sul campo San Gennaro

«Sono felice di essere qui. Sia per il ricordo di Genny, sia perché sono stati uniti tanti ragazzi di quartieri diversi». Daniele Vicorito ha 25 anni, viene dalla zona di via Tribunali e con la sua squadra ha rappresentato i Decumani nel primo memorial intitolato a Genny Cesarano. Daniele indossa la maglia numero 10, come Maradona, e ha modi garbati e gentili mentre stringe mani e dispensa sorrisi anche a chi non conosce. Con lui ci sono gli altri compagni di squadra. Otto per l’esattezza, che hanno richiamato allo stadio San Gennaro dei Poveri circa 150 ragazzi per disputare il mini torneo di calcio ieri e oggi (giornata, quest’ultima, in cui si terrà la premiazione dei vincitori). A bordo campo – eri mattina – anche gli assessori allo Sport e ai Giovani del Comune di Napoli, Ciro Borriello e Alessandra Clemente. Ma anche Raffaella e Vincenzo Landieri, genitori di Antonio, il giovane disabile vittima innocente della faida di Scampia nel novembre 2004, che attendono ancora di vedere il campo Hugo Pratt intitolato al figlio ucciso per errore dalla camorra: «Ormai sono passati 12 anni da quando ci fecero questa promessa. Ora pare si siano risolti i problemi burocratici e presto il campetto sarà dedicato ad Antonio, come ci ha assicurato l’assessore Borriello». Insieme ai calciatori e ai familiari di altre vittime innocenti, come Mary Colonna, la sorella di Ciro, il 19enne ucciso a giugno scorso al Lotto 0 di Ponticelli, anche Gino Monteleone dei Precari Bros, gli attivisti della rete di associazioni Un Popolo in Cammino, Ivo Poggiani, presidente della Terza Municipalità, che ha sostenuto e patrocinato l’iniziativa, e Vincenzo Pirozzi, attore e regista nato e cresciuto alla Sanità, sempre vicino ai ragazzi dei quartieri cosiddetti difficili. A sfidarsi, grazie alla Asd Nuova Cavour, le squadre Sanità, Caracciolo, Decumani, Ponticelli, Vomero, Scampia, Parco Verde di Caivano e Afronapoli. «Abbiamo voluto la partecipazione anche dei ragazzi di Afronapoli perché l’integrazione parte dallo sport», spiega Cesarano.

CRONACA