L’affare dei reperti archeologici, gli indizi portano a scavi fatti a Sorrento

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L’affare dei reperti archeologici, gli indizi portano a scavi fatti a Sorrento

Sorrento. I reperti archeologici scoperti venerdì mattina all’interno di un centro fisioterapico di Sorrento potrebbero non far parte di un giro fuorilegge di pezzi storici trafugati. Anzi, potrebbero essere stati scovati già diverso tempo fa nei pressi della struttura durante alcuni interventi di carattere edilizio.
E’ l’ipotesi su cui i carabinieri della compagnia di Sorrento hanno aperto un’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata. Per il momento, i due titolari dell’attività risultano denunciati a piede libero. Le ipotesi di reato di cui devono rispondere sono ricettazione e impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato. Nel dettaglio, all’interno del centro riabilitativo situato proprio nel “cuore” di Sorrento, i militari – coordinati dal capitano Marco La Rovere – hanno recuperato un’anfora di epoca romana piazzata in bella vista su un terrazzino risalente almeno al primo secolo Avanti Cristo ed altri pezzi di valore tra cui frammenti di tegole, di marmi, vasellame e intonaco, scoperti in un locale attiguo.
Si tratta di oggetti di grande valore.
Inizialmente i carabinieri di Sorrento hanno pensato anche alla possibilità che ci sia un mercato illegale, presente anche in penisola sorrentina, dedito alla rivendita illecita di reperti archeologici a favore di cultori privati.
Ma sia chiaro, non è affatto escluso che si possa trattare di un caso abbastanza differente e che possa sfuggire al circuito della ricettazione. Presumibilmente, anche i carabinieri suppongono che il ritrovamento dei pezzi possa essere avvenuto pure durante alcuni interventi di carattere edilizio nella zona in cui si trova il centro fisioterapico.
Per accelerare nelle indagini i carabinieri di Sorrento hanno comunque richiesto l’intervento degli esperti della Soprintendenza di archeologia, belle arti e paesaggio per l’area metropolitana di Napoli. I reperti sono stati sottoposti a sequestro. I carabinieri, dopo aver informato la Procura della Repubblica di Torre Annunziata, procedono ufficialmente «per individuare gli eventuali canali di riciclaggio locali».
Nel corso dei prossimi giorni gli accertamenti proseguiranno.

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