Napoli, 48 malati in Medicina d’Urgenza su 30 posti: si rischia un nuovo caso Nola

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Napoli, 48 malati in Medicina d’Urgenza su 30 posti: si rischia un nuovo caso Nola

Venti barelle nel corridoio di medicina d’urgenza, oltre alle decine di barelle tra il pronto soccorso e il vicino reparto di osservazione breve. Rimane critica la situazione all’ospedale Cardarelli di Napoli dove questa mattina è particolarmente affollato il reparto di medicina d’urgenza. Intanto il direttore generale Ciro Verdoliva lavora per aprire nuovi posti letto di rianimazione e per far ripartire domani anche tutti gli altri interventi operatori, oltre alla neurochirurgia: “Li stiamo allestendo nelle sale risvegli – spiega – che sono nel complesso operatorio ma vengono usate per il risveglio dopo gli interventi, abbiamo già le attrezzature e creeremo una zona cuscinetto”.

In medicina d’urgenza il problema è il sovraffollamento: “La capienza – spiega Pasquale Morella, primario del reparto – è di trenta posti, ma stamattina siamo arrivati ad avere 48 pazienti in reparto, perché stanotte abbiamo ricevuto dieci ricoveri dal pronto soccorso, tutti di pazienti in gravi condizioni che non potevano essere né mandati a casa, né tenuti in pronto soccorso, né trasferiti ad altri padiglioni”. In queste ora è incorso il trasferimento di alcuni pazienti ad altri reparti per far posto ai nuovi arrivati: “In questo periodo c’è il riacutizzarsi di patologie respiratorie – afferma Morella – che necessitano di una degenza più lunga. Oltre al problema della capienza, dovremmo avere anche più personale infermieristico e di operatori socio sanitari, che svolgono funzioni come portare il paziente a fare gli esami strumentali e sveltirebbero molto il nostro lavoro”. Qualche accenno polemico emerge nei confronti del Policlinico: stanotte è arrivata al reparto di Morella una paziente campana con una malattia rara dall’ospedale di Firenze e che sarebbe dovuta andare al II Policlinico, che non ha però un pronto soccorso dedicato e quindi è giunta al Cardarelli. Nella notte, spiegano i medici, il personale è stato costretto ad andare ad acquistare le medicine in farmacia per curarla, visto che la sua malattia rara non è di competenza del reparto.

Sovraffollamento anche al pronto soccorso, come conferma Fiorella Paladino, primario di pronto soccorso e obi (osservazione breve): “La situazione è difficile – conferma – ma è un bene che ci siano le barelle, altrimenti finiremmo come all’ospedale di Nola”, dice riferendosi al caso dei pazienti curati in terra.

 

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