Ritardi, sprechi e trasparenza zero sull’assistenza ai disabili: nuova bufera sui Comuni dell’Ambito 26

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Ritardi, sprechi e trasparenza zero sull’assistenza ai disabili: nuova bufera sui Comuni dell’Ambito 26

Ritardi, sprechi e trasparenza zero: nuova bufera sull’Ambito territoriale 26. Nel mirino c’è ancora una volta la (mala)gestione delle politiche sociali all’ombra del Vesuvio. Ad alzare la voce ancora una volta i disabili che, a quasi un mese dalla battaglia vinta sulla questione del trasporto sociale tagliato e poi ripristinato, in una lettera-denuncia inviata al Comune di San Giuseppe Vesuviano (capofila dell’ambito 26) elenca una serie di anomalie nella gestione della questione sociale. L’Ambito 26 riunisce le amministrazioni comunali di San Giuseppe Vesuviano, Terzigno, Poggiomarino, Striano, Ottaviano, Palma Campania e San Gennaro Vesuviano, ed è proprio a questi comuni che il Comitato per i Diritti Umani – guidato dal presidente Angelo Marigliano – scrive, chiedendo spiegazioni in merito al nuovo piano sociale di zona non ancora comunicato e in merito alla gestione economica dei fondi destinati alle politiche sociali.

«Purtroppo ad oggi non conosciamo ancora quali siano le intenzioni delle amministrazioni comunali circa il futuro del trasporto sociale. – scrive il Comitato nell’esposto consegnato ai coordinatori dell’Ambito – Agli utenti non è stata inviata ancora alcuna comunicazione ufficiale circa il nuovo progetto presentato in Regione lo scorso 20 dicembre e speriamo di non dover affidarci alle voci di corridoio, le quali vogliono che il servizio sarà mantenuto ma ridimensionato».

Ma non è l’unica questione al centro del documento inviato nei giorni scorsi al responsabile d’ambito, il funzionario del comune di San Giuseppe Giovanni Scudieri. Nel mirino c’è anche la questione del Centro Diurno di Palma Campania, chiuso inspiegabilmente per 3 mesi e poi riaperto. In mezzo una serie di gare mai espletate e l’affidamento dei lavori con un ribasso del 44%.

«Ci sono troppe ombre – spiegano dal Comitato – vengono indette gare e poi annullate senza motivo. Da oltre 10 mesi viene negato il diritto ad avere prestazioni conformi tecnicamente ed economicamente così come da Piano approvato e finanziato dai Comuni d’Ambito e dalla Regione. Noi cittadini paghiamo le tasse ma riceviamo un servizio di basso livello. Risparmiare va bene, ma non solo sulla pelle dei disabili» .

 

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