Nuova Chiesa al Galiziano, la verità del parroco di San Felice

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Nuova Chiesa al Galiziano, la verità del parroco di San Felice

«Nessun muro contro muro». Vuole smorzare i toni di una polemica che lo “appassiona”, don Gaetano Landi, parroco di San Felice in Felline, chiamato in causa dopo il via libera in Consiglio Comunale per la costruzione della nuova Chiesa all’interno del Parco del Galiziano, nel quartiere di Torrione Alto. Il sacerdote si dice disponibile ad incontrare i rappresentanti del comitato #SaveGaliziano, che si oppongono all’opera finanziata dalla Conferenza Episcopale Italiana, per chiarire la sua posizione: «Finora non si è presentato nessuno alla mia porta per avere chiarimenti in merito alla costruzione della nuova Chiesa – afferma don Gaetano Landi -. Sono aperto al dialogo e a fornire le dovute spiegazioni in merito al piano approvato. Il progetto originariamente proposto dal compianto don Luigi Zoccola, che è stato parroco di San Felice in Felline prima di me, è stato modificato secondo le indicazioni della Cei, tenendo conto della zona di competenza territoriale che si estende da Via Moscani e fino a Via Panoramica».

Il parroco entra poi nel merito: «L’attuale Chiesa di San Giovanni Battista fu inaugurata nei primi anni ’50, destinata agli abitanti di Torrione Alto. La popolazione è aumentata nel corso del tempo, e proprio a causa delle sue dimensioni la vita parrocchiale è stata limitata, dato che tante attività non sono state organizzate per ovvi motivi di spazio. Il nuovo progetto prevede la realizzazione di aree riservate a varie attività parrocchiali, su tutte l’oratorio. Il comitato contesta le dimensioni della canonica che sarà realizzata? In questi 200 metri quadrati sono inclusi anche gli spazi dedicati alla comunità parrocchiale e non di mio esclusivo utilizzo, come è stato più volte erroneamente detto. In questi anni più volte mi è capitato di dover “dirottare” la celebrazione di funzioni, su tutti funerali, di abitanti del quartiere proprio perché la chiesa non permetteva di accogliere tutti i partecipanti. E’ un disagio che viene creato a chi ha vissuto la vita di comunità religiosa per lungo tempo».

Don Gaetano, inoltre, ricorda che «il suolo su cui sorgerà l’intero complesso, risultato di una proposta di permuta dei terreni, avrà una superficie uguale a quella già di proprietà della parrocchia, sarà soltanto modificata la perimetrazione, nessuno spazio sarà sottratto al parco».

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