Ossa dimenticate tra le lamiere: scoperta la baracca degli orrori al cimitero di Torre del Greco

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Ossa dimenticate tra le lamiere: scoperta la baracca degli orrori al cimitero di Torre del Greco

Torre del Greco. Ossa dimenticate tra le lamiere, teloni di plastica sporchi di sangue, rifiuti accatastati tra le tombe. Sono le fotografie shock scattate dagli esponenti dell’opposizione in consiglio comunale durante l’ispezione a sorpresa effettuata all’interno del cimitero cittadino: un luogo di culto diventato in varie occasioni oggetto di annunci-spot da parte del sindaco Ciro Borriello, ma – a oggi – abbandonato al degrado e a rischio infezioni.

In attesa del rilancio promesso dall’amministrazione comunale – il project financing varato a fine anno per l’ampliamento del camposanto è stato cancellato a causa di una grossolana svista nel progetto – sono venti le criticità, già finite all’interno di una dettagliata relazione inviata dal neo direttore Catello Esposito al sindaco Ciro Borriello, rilevate dai rappresentanti della minoranza di palazzo Baronale. In particolare, a catturare l’attenzione di Salvatore Romano e Lorenzo Porzio – entrambi esponenti del Pd – nonché di Nicola Donadio è stata la cosiddetta “baracca degli orrori” realizzata in un angolo del camposanto: quattro lamiere in ferro zincato in cui sono ammassate decine di tombe aperte, da cui fanno capolino i resti umani di cadaveri in attesa di essere – in qualche modo – catalogati.

Un’immagine inquietante, ma non l’unica rilevata dagli “ispettori” dell’opposizione. Pronti così a trascinare la questione in commissione trasparenza: già oggi all’attenzione dell’organismo consiliare presieduto da Vincenzo Maida finiranno le criticità evidenziate dal direttore del cimitero. «Ci siamo ritrovati dinanzi uno scenario da incubo – sottolinea Salvatore Romano, capogruppo dei democrat – sia sotto il profilo igienico-sanitario sia sotto il profilo della sicurezza. Bisogna fare assolutamente luce sulla vicenda, perché i cittadini non possono correre inutili rischi per la salute».

Rischi per la salute, evidentemente, trascurati fino a oggi dal coordinatore sanitario dell’Asl Napoli 3 Sud e ora finiti sotto i riflettori dell’opposizione: «Non sono solo i cittadini a dovere fronteggiare gravi carenze igieniche-sanitarie – rincara la dose Nicola Donadio, capogruppo di Ncd – ma gli stessi dipendenti comunali: tutti i locali ispezionati dovrebbero essere ristrutturati, tinteggiati e disinfettati perché versano in condizioni non idonee a ospitare i lavoratori».

Senza dimenticare, poi, il capitolo sicurezza. Un tasto toccato già in diverse occasioni, ma senza sostanziali interventi “riparatori” da parte dell’amministrazione comunale: «L’intera area cimiteriale è stata più volte interessata da abusi e furti, come evidenziato dalle denunce presentate alle forze dell’ordine – ricorda Lorenzo Porzio, ex vicesindaco ai tempi di Gennaro Malinconico –  Eppure il servizio di videosorveglianza, strumento utile per frenare gli atti vandalici, non funziona. In attesa di riparare le telecamere, poi, si potrebbe prevedere la presenza di amministrativi in grado di coadiuvare i custodi nell’opera di controllo del cimitero».

Una lunga serie di criticità di cui adesso saranno chiamati a rispondere in commissione trasparenza il dirigente dei servizi cimiteriali – l’architetto Giuseppe D’Angelo – e l’assessore al ramo, Antonio Spierto. Chiamati a dare spiegazioni sulla “baracca degli orrori” e su tutti gli scempi rilevati all’interno del camposanto.

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