“Operazione San Pantaleone”: il colpo a Vallo agevolato dal malfunzionamento delle telecamere

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“Operazione San Pantaleone”: il colpo a Vallo agevolato dal malfunzionamento delle telecamere

C’è una pista che potrebbe portare nelle prossime ore ad individuare gli autori del furto messo a segno nella Cattedrale di San Pantaleone. I carabinieri della compagnia di Vallo della Lucania, diretti dal capitano Mennato Malgieri, unitamente alla scientifica di Salerno stanno lavorando su tutti gli elementi utili raccolti nella giornata di mercoledì. Ci sarebbero degli indizi che potrebbero portatore presto ad individuare uno degli otto malviventi che due giorni fa hanno trafugato il tesoro del Santo Patrono. “È una indagine delicata – dice il capitano Mennato Malgieri – lavoriamo su più fronti ma nel più stretto riserbo”. I militari di Vallo sono in contatto con altri comandi della regione. Sono già stati interrogati nel salernitano e napoletano alcuni pregiudicati con precedenti per ricettazione. La comunità locale in attesa di buone notizie, si stringe ancora di più al Santo Patrono. “Rifaremo il tesoretto di San Pantaleone” la promessa dei fedeli pronti a donare oro e preziosi. La teca svuotata nella notte tra martedì e mercoledì non può restare vuota. I ladri hanno portato via tutto l’oro di San Pantaleone. Incappucciati e con guanti alle mani sono arrivati a piedi dinanzi alla chiesa. Hanno tentato di forzare la porta della sagrestia con un piede di porco. Non ci sono riusciti. Hanno utilizzato allora un’ascia. Per sfondare il vetro della teca con l’ascia ed attutire il rumore hanno utilizzato un telo. In tre minuti sono entrati ed hanno svuotato la teca facendo perdere le proprie tracce. I carabinieri non escludono la complicità di un basista. La vicenda ha sollevato non poche polemiche tra la comunità locale. I carabinieri nel condurre le indagini credevano di poter contare sulle immagini registrate dal nuovo mega impianto di 30 telecamere digitali a circuito chiuso, che Il comune di Vallo ha recentemente acquistato investendo 260 mila euro. Le immagini di queste 30 telecamere avrebbero senz’altro portato le indagini ad una svolta, ma questo non e’ stato possibile perche’ il mega impianto di 30 telecamere digitali di ultima generazione e’ fuori uso e non funziona.

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