Pompei, pestava a sangue a moglie e figlia: i carabinieri mettono fine all’inferno

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Pompei, pestava a sangue a moglie e figlia: i carabinieri mettono fine all’inferno

Era diventato un vero e proprio inferno per una 40enne di Pompei, costretta a continue aggressioni e violenze da parte del marito, 45 anni, poi arrestato per maltrattamenti in famiglia. A denunciarlo ai carabinieri, è stata proprio la donna, stanca di subire episodi di violenza. Così nei giorni scorsi, i militari della stazione dell’Arma di Pompei, agli ordini del maresciallo Tommaso Canino, hanno arrestato in flagranza di reato P.R. mentre picchiava la moglie. Poco prima aveva aggredito anche una delle figlie, tra l’altro minorenne. Sul volto delle due donne, all’arrivo dei carabinieri, i segni dell’aggressione. Tanto che sono state necessarie le medicazioni. L’uomo è stato così bloccato e arrestato. Anche perché non era la prima volta che gli uomini in divisa intervenivano. 

Già un mese e mezzo fa, la donna denunciò di essere stata picchiata dal marito per futili motivi. Episodi di «inaudita violenza», racconta la donna ancora tremante ai carabinieri di Pompei. E’ agitata. Un militare le porge un bicchiere d’acqua per farla tranquillizzare. Ma è soltanto l’inizio di un incubo. Vengono così avviate le indagini delle forze dell’ordine più volte, in queste ultime settimane, intervenute a casa della famiglia in seguito a violenti liti. Un’escalation di violenze documentate dai carabinieri. 

Nei giorni scorsi, poi, ancora un’aggressione, questa volta anche nei confronti di una figlia minorenne e la decisione della donna di denunciare l’ennesima violenza subita. 

Per il 45enne pompeiano è così scattato l’arresto, avendo lo stesso dei precedenti specifici. La famiglia, infatti, viene seguita dai servizi sociali e in un’altra occasione P.R. ha colpito con uno schiaffo un dirigente comunale. Per tale vicenda, però, è stato aperto un procedimento a parte. Tuttavia, una serie di episodi di violenza che hanno confermato ai carabinieri che si tratta di un uomo pericoloso e instabile. Motivo per cui è stato messo in carcere. Lo stesso Gip Antonello Anzalone del Tribunale di Torre Annunziata, dopo aver convalidato l’arresto, ha ritenuto opportuno confermare la custodia cautelare in carcere accogliendo la proposta del pubblico ministero. 

Con gli arresti domiciliari – secondo l’accusa – si sarebbe corso il rischio che lo stesso 45enne avrebbe continuato la sua condotta violenta, trattandosi appunto di un soggetto instabile. L’uomo è stato così portato al carcere di Poggioreale, dove attualmente è detenuto.

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