La minaccia dei clan sulle scuole di Torre Annunziata. I prof: «Adesso abbiamo paura»

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La minaccia dei clan sulle scuole di Torre Annunziata. I prof: «Adesso abbiamo paura»

La bomba che poteva scatenare una strage era stata nascosta al civico 84 di via Tagliamonte: in un angolo isolato lungo il vialone che conduceva all’abitazione di Carmine Troiano, una parete confinante con l’istituto comprensivo Pascoli di Torre Annunziata. E’ questo il dettaglio inquietante che spunta fuori dalle pagine dell’ordinanza  di custodia cautelare che ha visto finire in manette Gaetano Maresca, il giovane rampollo dissidente del clan Cavalieri che, insieme ad altre tredici persone, aveva messo su un gruppo criminale parallelo a quello dei Terzo Sistema ma mettendo in campo la strategia del terrore: piazzare ordini esplosivi telecomandati. Il primo fu trovato il 25 novembre nella palestra abbandonata Cesaro. La seconda, invece, a pochi metri dagli istituti scolastici di via Tagliamonte, il plesso Siani, il Liceo Pitagora-Croce e la Pascoli. E proprio di fronte a quest’ultima abitava uno dei soldati di Maresca, Carmine Troiano: qui i rampolli nascosero la bomba. «Gaetano ma qua possano i bambini, io mi preoccupo per loro» si legge nell’intercettazione telefonica alla quale Maresca con freddezza risponde «che ce ne frega». Quella bomba è rimasta per 72 ore poi è stata fatta saltare davanti alla saracinesca del bar Gigi. Eppure il solo pensiero di quello che sarebbe potuto accadere fa scatenare le reazioni dei dirigenti scolastici. «E’ un episodio sconvolgente- tuona il dirigente scolastico del Liceo Pitagora-Croce, Benito Capossela – questa scuola ha un sistema di sicurezza interno ed esterno, ci sono telecamere piazzate ovunque, una vigilanza e poi si viene a conoscenza che la sicurezza dei nostri alunni è messa a rischio da chi piazza bombe a pochi metri dalle aule è assurdo. E’ una situazione assurda – conclude – ogni giorno mettiamo in campo iniziative per promuovere la legalità, per combattere la camorra e poi leggiamo di giovani rampolli, di chi sogna di fare il boss. Mi farò promotore di una marcia come quella davanti a palazzo Fienga, scendere in strada per dimostrare che non siamo ostaggio della criminalità ma siamo per la pace».

«Sono sconvolta – spiega invece la dirigente scolastica dell’istituto comprensivo Pascoli, Daniela Flauto –  queste situazioni fanno riflettere e meritano delle riflessioni ancora più ampie sulla sicurezza. Pensare a tutto questo mi fa rabbrividire, facciamo così tanto per i giovani». 

«Bisogna partire da un dato di fatto oggettivo: gli idioti rimangono degli idioti, e questi lo sono – spiega il sindaco Giosuè Starita –  non riesco a spiegarmi come si può nascondere un ordigno esplosivo nei pressi di una scuola, leggere intercettazioni inquietanti nelle quali si viene a conoscenza che non gliene fregava nulla se lì c’erano bambini eppure anche loro hanno figli piccoli». E’ lo stesso poi primo cittadino ad aver inviato una nota riservata al Prefetto  e ai vertici dell’Arma: «la tempestività di questi arresti in un momento di paura e terrore sociale riconsegnano alla città un clima di fiducia e rafforzano la lotta alla camorra ma soprattutto alla linea demenziale di questi soggetti». Punta poi il dito sulla questione della sicurezza a scuola: «Ogni scuola è dotata di un impianto di videosorveglianza ma sulla scia di questo episodio va tenuta alta l’attenzione, e bisogna insistere per una maggiore sicurezza: il ponte tra scuola e amministrazione è costante e raccogliamo ogni richiesta, nelle prossime ore un sopralluogo nelle scuole per potenziare la sorveglianza delle strade e prima di tutto di blindare tutti i plessi scolastici».

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