Bimbo di Sorrento adescato su Fb, caccia al pedofilo social: c’è l’inchiesta

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Bimbo di Sorrento adescato su Fb, caccia al pedofilo social: c’è l’inchiesta

«Inquadra i pantaloni e stendi le gambe. Giochiamo così e vincerai un sacco di soldi». E’ la richiesta agghiacciante che un bambino di Sorrento si è visto rivolgere nella chat di Facebook. Il piccolo, appena dieci anni, quando ha capito di essere finito nel mirino di un potenziale pedofilo ha avvertito i genitori che hanno presentato una denuncia alla polizia. Non è l’unico caso di minori adescati a Sorrento. C’è anche un altro ragazzino che nei giorni scorsi è stato al centro di un insistente forcing a luci rosse da parte di un profilo fake: anche in questo caso potrebbe scattare la denuncia nelle prossime ore.
L’autore delle richieste hard si chiama Matteo Parisi. Ovviamente si tratta di un nome di comodo, inventato di sana pianta, per mascherarsi ed evitare di essere individuato.
Un classico fake, dunque, che è sparito dal magma social quando la vittima ha deciso di troncare la discussione in chat. Si presentava giovanissimo, alla moda, con un selfie come immagine del profilo, dichiarandosi quindicenne. E nella sua lista amici poteva contare quasi 700 contatti. Il fake ha cercato il bambino alcuni giorni fa, lo ha contattato in chat con insistenza sino a quando non ha disvelato in parte le sue intenzioni. Poco prima di invitare il piccolo a mostrargli le parti intime, ha cercato di avviare anche una videochiamata. Un tentativo fallito. Perché il bambino di Sorrento si è insospettito interrompendo ben presto la discussione. A quel punto la vittima ha raccontato tutto alla madre. Ieri i genitori del bambino hanno segnalato l’episodio al commissariato di polizia di Sorrento che a questo punto avvierà le indagini di rito coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata. Non dovrebbe essere l’unica denuncia visto che si registra anche un’altra vicenda simile e sempre con bambini al centro delle attenzioni. Pesa in tal senso anche un messaggio audio virale diffuso attraverso Whatsapp. L’invito è perentorio: ognuno deve collaborare e avere coraggio di denunciare, «rintracciamo subito questa persona».
L’adescamento del minore è emerso ieri quando la notizia ha ben presto fatto il giro delle community Fb di Sorrento. E proprio in concomitanza con la giornata contro il cyberbullismo che ha visto scendere in campo pure la Regione Campania: «Il fenomeno è purtroppo sempre più diffuso tra i giovani – ha spiegato Rosetta D’Amelio, presidente del consiglio regionale, durante un convegno sul tema organizzato dal Forum nazionale della gioventù -. Il nostro obiettivo è quello di giungere più rapidamente possibile in aula per l’approvazione definitiva di una legge regionale che contrasti il bullismo e il cyberbullismo. Attualmente le istituzioni ai vari livelli, stanno cercando di intervenire con azioni positive che puntano principalmente sulla leva socio-educativa. Anche in Campania in Consiglio regionale, sono all’esame della sesta commissione più disegni di legge sul bullismo e sul cyber bullismo. Il testo unico su cui stiamo lavorando si concentra soprattutto sull’aspetto della prevenzione, più che sulla repressione, e individua azioni mirate per fornire ai minori e alle loro famiglie adeguati strumenti di conoscenza per riconoscere il fenomeno e di tutela per intervenire in modo corretto».

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