Racket, il Riesame “boccia” il tribunale: «Arresto per 31 boss e fiancheggiatori di Ercolano e Portici»

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Racket, il Riesame “boccia” il tribunale: «Arresto per 31 boss e fiancheggiatori di Ercolano e Portici»

Ercolano/Portici. I reati saranno anche “datati”. Ma nonostante la recente riforma sull’applicazione delle misure cautelari, per 31 tra boss, gregari e fiancheggiatori dei clan Ascione, Birra e Vollaro potrebbero comunque aprirsi le porte del carcere. 

La sentenza che rischia di fare giurisprudenza è stata emessa, nei giorni scorsi, dalla decima sezione del tribunale del Riesame di Napoli. I giudici hanno, infatti, deciso di accogliere – solo in parte – la richiesta dell’Antimafia, disponendo l’esecuzione di 31 misure cautelari di cui 30 arresti in carcere e 1 ai domiciliari. 

Tutto nasce da una mega-inchiesta messa in piedi grazie alle parole dei pentiti, a intercettazioni e appostamenti. Gli inquirenti sono stati in grado di ricostruire un enorme giro di estorsioni e traffico di armi. Affari collegati – per la Dda – alle attività dei 3 clan. Dal racket sui lavori dell’autostrada A3 al pizzo imposto alla ditta che piazzò l’erbetta sintetica allo stadio “Solaro” di Ercolano. 

Indagini meticolose e precise che coinvolsero la “bellezza” di 74 indagati, spingendo la Procura a chiedere 46 arresti. Un’inchiesta di alto profilo – secondo il giudice per le indagini preliminari – che però decise di rigettare la richiesta di arresto. Il motivo? La nuova riforma che limita i parametri per l’applicazione delle misure cautelari. In parole povere: se il reato è “datato” non sussistono i termini per l’arresto, nemmeno se si tratta di mafia. L’inchiesta che fa riferimento a ipotesi di reato registrate tra il 2008 e filo 2010 si è così arenata. Almeno fino al ricorso al Riesame. 

I giudici hanno deciso di ribaltare il provvedimento del gip, disponendo i 31 arresti.

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