Il commissario prefettizio di Pompei ci riprova: «Casa Borrelli ai privati»

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Il commissario prefettizio di Pompei ci riprova: «Casa Borrelli ai privati»

Il prefetto Maria Luisa D’Alessandro firma i suoi primi atti e delibera l’esternalizzazione della gestione della casa-albergo per anziani “Carmine Borrelli”. Tra le prime decisioni del neocommissario prefettizio c’è dunque anche quella relativa a una questione annosa per il Comune di Pompei relativa all’azienda speciale Aspide in liquidazione e alla gestione della struttura di via Lepanto. Sull’azienda speciale si era espressa anche la Corte dei Conti, facendo emergere le criticità in merito alla società partecipata e invitando l’ente di Palazzo de Fusco a «portare a compimento le misure di risanamento finanziario necessari». Da qui la delibera che conferma quanto già stabilito in numerosi atti consiliari che si sono succeduti negli anni e a cui però non è stata mai data esecuzione. Nel provvedimento del prefetto D’Alessandro si prevede l’affidamento all’esterno della gestione della casa di riposto tramite apposita gara per individuare il gestore. C’è anche una clausola sociale per il mantenimento dei livelli occupazionali esistenti e delle professionalità acquisite dal personale. Al concessionario spetterà la manutenzione ordinaria dell’edificio e delle pertinenze, di tutti gli impianti, gli arredi e le attrezzature. Resterà a carico del Comune di Pompei ogni intervento di manutenzione straordinaria dell’edificio, salvo che non siano dovuti a incuria da parte del concessionario. Secondo i conti del Comune, l’azienda speciale Aspide dal 2011, momento della sua costituzione, ha portato spese di 750 mila euro per la copertura delle perdite d’esercizio. Una lunga storia di conti in rosso, proteste e mobilitazioni dei lavoratori, di affidamenti e rinunce. Nella delibera n.56 del 7 marzo 2017 si stabilisce che il nuovo gestore provveda al pagamento di un canone da destinare alla manutenzione straordinaria e all’integrazione delle rette. Allo stesso tempo, al concessionario sarà garantito l’incasso delle rette, la possibilità di offrire ulteriori servizi per incrementare i ricavi e la gestione per la durata di 5 anni. Una scelta mirata a «contemperare l’esigenza di garantire l’assistenza agli anziani con quella di ridurre i costi per l’amministrazione, mantenendo integro il patrimonio immobiliare, vincolato per lascito testamentario a finalità sociali». 

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