Accusa il padre di Iaquinta di essere un mafioso, l’ex calciatore querela il sindaco

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Accusa il padre di Iaquinta di essere un mafioso, l’ex calciatore querela il sindaco

L’ex calciatore della Juventus e della Nazionale Vincenzo Iaquinta e il padre Giuseppe hanno denunciato e querelato il sindaco del Comune reggiano di Quattro Castella Andrea Tagliavini insieme al responsabile di Telereggio per diffamzione “a mezzo strumento televisivo con l’aggravante della qualita’ di pubblico ufficiale per Tagliavini”. Lo fa sapere in una nota il professor Carlo Taormina, che difende entrambi gli Iaquinta: la denuncia si riferisce ad un’intervista del 13 marzo in cui il primo cittadino “richiesto dal conduttore, evidenziava come nei confronti di un mafioso condannato quale Nicolino Grande Aracri si sarebbe rifiutato di riceverlo e gli avrebbe tolto il saluto”. Quindi, “non richiesto da nessuno, rivelava di aver respinto la richiesta di Vincenzo Iaquinta di poter costruire a sue spese un campo di calcio su terreno comunale insistente nel proprio quartiere, in quanto figlio di persona in odore di mafia, cosi’ riferendosi al padre Giuseppe Iaquinta”. Il sindaco avrebbe poi aggiunto, riferisce Taormina, che “atteggiamenti dell’amministrazione come quelli assunti nei confronti di Vincenzo Iaquinta si imponevano anche rispetto a gesti di liberalita’ a favore del comune e della comunita’, cosi’ estrinsecando giudizi di accresciuto disprezzo nei confronti dei predetti”. Tagliavini e’ stato anche denunciato per violazione di segreto d’ufficio, sulla base della “comunicazione all’opinione pubblica dell’esito di una procedura amministrativa non ancora esplicitata e quindi da ritenersi coperti dal segreto i relativi atti”. Quanto a Giuseppe Iaquinta (imputato con il figlio nel processo Aemilia, ndr) “nella querela si evidenzia come egli sia stato raggiunto da una sentenza della Corte di Cassazione condivisa dal tribunale della Liberta’ di Bologna con provvedimento non impugnato dal pubblico ministero, con cui ne era stata dichiarata la totale estraneita’ ai fatti oggetto del processo Aemilia, e come tali provvedimenti giudiziari abbiano avuto vasta eco mediatica – conclude il difensore – si’ da non potersi ipotizzare l’ignoranza del sindaco Tagliavini”.

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