Elezioni comunali, Pompei città ribelle: «Contro le lobby politica dal basso»

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Elezioni comunali, Pompei città ribelle: «Contro le lobby politica dal basso»

Pompei. Un movimento politico attivo da circa due anni sul territorio di Pompei. Un movimento che rifiuta etichette e combatte le lobby. È “Pompei città ribelle” pronto a scendere in campo per le prossime comunali dell’11 giugno, come ci ha spiegato il portavoce e presidente Giovanni Precenzano. 

Nei giorni scorsi hanno preso le distanze da chi ha associato il loro simbolo a coalizioni già in corsa. «Il movimento Pompei città ribelle non ha deciso al momento di andare in coalizione con altre liste per cui vi diffidiamo dall’usare il simbolo onde evitare ovvie misure legali», il messaggio diffuso sui social.

 

Ancora niente coalizione, ma sarete presenti nello scacchiere elettorale?

Sì, stiamo valutando di affacciarci alla scena elettorale. Come associazione, indipendentemente dalla candidatura, agiremo da gruppo di pressione. Siamo attivi sul territorio da un paio d’anni, ci muoviamo per organizzare flash mob e promuovere la nostra visione autonomista di città. In quest’ottica siamo molto vicini al movimento “Portici città ribelle”. Abbiamo intercettato 4-5 punti programmatici in comune ma ci sono poi le specificità del territorio su cui lavorare.

 

Cosa è successo nei giorni scorsi con il simbolo?

Abbiamo chiarito di non essere ancora schierati con le coalizioni politiche. Un po’ tutti ci stanno corteggiando. Forse perché per la prima volta a Pompei c’è qualcosa di nuovo, non legato alle solite civiche e alle lobby di potere.

 

State dialogando con gli altri schieramenti?

Abbiamo sentito tutti. Non ci piace la visione grillina, quella che dice “no” a priori alle alleanze. Ci stiamo confrontando con le coalizioni sullo sviluppo di Pompei come la valorizzazione degli Scavi che devono iniziare a produrre benessere per tutta la città e non rappresentare solo un business per pochi. Oppure sulla questione Hub contro cui noi siamo schierati perché rafforza la dimensione “escursionistica” piuttosto che combatterla. 

 

Il M5S non presenterà la lista a Pompei. Vestirete voi i panni dell’anti-politica?

No, i grillini sono solitamente programmati per non vincere. A noi non piace l’etichetta di anti-politica. Oggi sembra che “politica” sia diventata quasi una parola da evitare, una brutta parola a causa della cattiva gestione della cosa pubblica. Siamo convinti che la politica se fatta nel modo giusto possa portare a molti risultati positivi. 

Quando scioglierete le riserve sulle alleanze?

Siamo in fase di valutazione ma a breve scioglieremo le riserve. Un punto è già chiaro. Andremo in coalizione se riusciremo a costruire qualcosa per Pompei. Non partecipiamo alla competizione solo per vincere ma per creare “un sogno politico” per la città, per far capire ai cittadini che si può alzare la testa senza più subire. Siamo pronti anche a correre da soli e prendere pochi voti pur di iniziare a seminare la nostra visione di città.

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