Napoli, mezzogiorno di fuco: azzurri sempre letali alle 12,30

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Napoli, mezzogiorno di fuco: azzurri sempre letali alle 12,30

Un mezzogiorno di fuoco. Il Napoli può sorridere in vista della prossima sfida in programma alle 12,30 al Mapei Stadium contro il Sassuolo. La squadra di Sarri è diventata un’esperta dei pranzi indigesti. Lo dicono i numeri e quelli non mentono mai. Nelle uniche due sfide giocate in un orario che il tecnico toscano ha giudicato senza troppi giri di parole «schifoso», il Napoli ha sempre vinto. Prima con il Cagliari, poi contro l’Empoli. Nel totale ha segnato addirittura otto reti, subendone appena due. Negli altri diciassette precedenti, inoltre, la squadra azzurra ha vinto undici volte, pareggiate quattro e soltanto due perse. Roba che ha fatto ricredere lo stesso Sarri, da sempre critico sulla decisione di giocare alle 12,30. 

La polemica di Sarri

L’allenatore del Napoli ha più volte criticato il calcio spezzatino, che ha visto impegnata tre volte la sua squadra alle 12,30 nel corso del campionato. «A Cagliari forse l’orario ha disturbato più loro – spiegò Sarri in conferenza stampa – le 12,30 di fine anno non è la stessa cosa di marzo o aprile, la differenza è enorme, in una giornata diversa ci si ritrova a giocare in un forno. Dimentichiamo che ci sono squadre che vengono da mesi in cui hanno giocato a basse temperature. Col Sassuolo, ultimo anticipo alle 12,30 guarda caso tocca a noi, è un caso che a me però rode, che rispetto c’è stato per noi?».

Tre ko per il Sassuolo

C’è un altro dato che fa sperare il Napoli di Sarri. Il Sassuolo, squadra con la quale il tecnico toscano perse la sua prima partita della gestione azzurra, è sempre crollata all’ora di pranzo. I neroverdi hanno perso tre partite su tre nella Serie A in corso. Motivo per cui l’allenatore toscano dovrà provare ad approfittare della fragilità degli uomini  di Di Francesco, così da tentare il sorpasso sulla Roma e conquistare il pass che vale l’accesso diretto per la Champions League. 

La svolta con Sarri

C’è anche un ricordo amaro che Sarri intende cancellare definitivamente. Quello che risale alla disfatta di Udine, dove il Napoli disse addio al sogno tricolore alle 12,30 tra la rabbia e l’espulsione dell’ex Higuain.

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