Pogliana, il terzino che non volle fare il “libero”

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Pogliana, il terzino che non volle fare il “libero”

Per 10 anni, dal 67 al 77, il numero 3 del Napoli è stato (quasi sempre) Luigi Pogliana.

Si passò da Zoff, Nardin, Pogliana….. a Carmignani, Bruscolotti, Pogliana…

A presidiare la fascia lo vollero Chiappella, Vinicio  e Pesaola

In A, in campo, 196 volte, colorite da 6 gol. In totale col Napoli 263 presenze in tutte le competizioni.
Luigi Pogliana comincia nel Legnano e, per due anni, è compagno di squadra del giovanissimo Gigi Riva.
Pur non essendo alto e possente ha la dinamicità e l’esplosività che gli permettono di anticipare l’avversario e di ripartire: all’epoca si sarebbe detto “terzino alla Facchetti”. Pogliana è stato capace di interpretare il ruolo in modo disciplinato e moderno allo stesso tempo, propositivo ma anche eccellente nella fase difensiva. Queste sue doti di spinta erano l’eco degli esordi da attaccante/ala. La buona tecnica individuale e le doti polmonari da fondista lo hanno consacrato come uno dei migliori terzini italiani degli anni 70. Con Bruscolotti ha formato una coppia di assoluta affidabilità e continuità di rendimento

Nel 75/76 vince, con gli azzurri, la Coppa Italia contro il Verona, suo unico trofeo vinto, ma come dimenticare il secondo posto in campionato nel 67/68 e il terzo nel 70/71

Ha segnato in due vittorie del Napoli al San Paolo contro l’Inter, a sei anni di distanza. La prima nel 70/71 contro un’Inter che avrebbe poi vinto lo scudetto e la seconda volta contro i nerazzurri in evidente declino.

Contro la Juventus, invece ha segnato il gol della vittoria del Napoli (1 -0) nel 70 e nel 72 il gol del definitivo 1 a 1. Sempre vittime illustri per i suoi gol

Alcune delle ultime partite della sua carriera le ha giocate da Libero, per sostituire l’indisponibile Burgnich. Avrebbe potuto riciclarsi in quel ruolo, come avevano fatto con ottimi risultati sia Burgnich che Facchetti, e forse avrebbe potuto ancora giocare un paio di anni a buoni livelli. Preferì smettere seguendo l’istinto del suo carattere sempre schivo, lasciando a Antonio La Palma in eredità l’onere di coprire la fascia sinistra.

 Al Napoli e ai Napoletani aveva dato tutto.

Dalla Pianura Padana al Golfo di Napoli per diventare una Bandiera Azzurra: 10 anni da protagonista.

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