Infornata di staffisti e rendiconto ok trasversale in Consiglio

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Infornata di staffisti e rendiconto ok trasversale in Consiglio

Ok all’infornata di ventiquattro staffisti da un milione e 200mila euro per i consiglieri metropolitani e al rendiconto, licenziato in quattro e quattr’otto. Ad opporsi è solo il Movimento Cinque Stelle con un solitario Danilo Cascone in un Consiglio metropolitano dove l’opposizione, con l’inciucio venduto come patto di collaborazione istituzionale tra Dema-Pd e Fi, non esiste più. Se non fosse stato per il grillino pure il rendiconto sarebbe passato direttamente al voto senza uno straccio di discussione. “Rendiconto approvato all’unanimità per lo spirito istituzionale – commenta il sindaco, Luigi de Magistris -. Rispetto ad altre città più blasonate e finanziate abbiamo raggiunto dei risultati davvero positivi nel funzionamento dei servizi e nell’interesse dei cittadini”. La Città metropolitana chiude con un risultato di amministrazione di  783.461.984,28 euro, di cui 380 vincolati, un avanzo libero di 403 milioni di euro. Investimenti nell’istruzione di 150 milioni di euro, 85 per trasporti e strade, 13 per l’ambiente. Mentre i debiti fuori bilancio riconosciuti e accertati nel 2016 ammontano a 789.778, 24 euro, di cui la maggior parte – 778.383,84 euro – tutti per sentenze esecutive. Ok ieri anche al debito fuori bilancio di circa un milione e 800mila euro riconosciuto dalla Città metropolitana al Comune di Tufino nel contenzioso tra questo, La Sapna e l’ex Provincia come ristoro per lo stir e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani dell’area metropolitana. La cassa al 31 dicembre 2016 è stata calcolata in 311 milioni circa, superiore di circa 100 milioni rispetto al 2015, per la riscossione, da parte del Ministero dell’Interno, dei crediti certi, liquidi ed esigibili per totali circa 680 milioni, la cui seconda rata versata all’Ente di piazza Matteotti sulla base del piano di rientro per il 2016 è stata di 120 milioni di euro. Infine ieri tra i banchi di Santa Maria La Nova è emersa la singolare vicenda del consigliere Rosario Ragosta, ribattezzato “il consigliere limbo”: dopo che è uscito da Forza Italia siccome il regolamento sul funzionamento del consiglio non è stato ancora discusso e approvato – è tutto fermo da due anni – tecnicamente confluendo nel gruppo misto non ancora riconosciuto non può prendere nemmeno parte alle conferenze dei capigruppo.

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