Sarno, foce e veleni: il Pd svende Torre Annunziata

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Sarno, foce e veleni: il Pd svende Torre Annunziata

La seconda Foce Sarno sarà realizzata con la benedizione del Pd. E c’è la sensazione che Torre Annunziata sia stata nuovamente penalizzata così come accadde nei giorni del contratto d’area, quando Castellammare riuscì a strappare il porto turistico con il sostegno della Tess e la complicità del Pds, l’antenato del Pd di oggi. De Luca ha detto che bisogna accelerare per non perdere i fondi, più o meno 45 milioni di euro e che la seconda Foce sarà un’opera straordinaria per la messa in sicurezza dell’area.

In realtà, non la pensa così il Comitato per il No, che ha rilanciato l’allarme ambientale che parte dal canale della seconda foce, ma si allarga all’intero sistema fognario della città, al porto e al tema degli sversamenti in mare, che ancora oggi esistono perché, come ammette la Gori, solo nel 2018 saranno completati gli allacciamenti puntuali alla condotta fognaria che attraversa Torre Annunziata da Capo Oncino a Rovigliano. Ed è appunto a Rovigliano che si gioca la partita più delicata del futuro di Torre Annunziata. Anche se, mentre Ciro Alfieri organizza le barricate e la marcia per l’ambiente, Vincenzo Ascione minimizza e nega il via libera al progetto.

Orfeo Mazzella, presidente del Comitato per il No alla seconda Foce Sarno, ha chiesto a entrambi i candidati una posizioni ufficiale, anche perché il prossimo sindaco sarà determinante per la realizzazione dell’opera. 

Intanto, con la delibera di giunta regionale numero 282 del 23 maggio 2017 la decisione è stata presa. «Occorre procedere – si legge nell’atto – tempestivamente nell’attivazione degli interventi, uno dei quali è la realizzazione del Lotto 1 Scolmatore di foce Sarno». Tradotto: la seconda foce del Sarno sarà realtà e l’opera creerà un secondo braccio del fiume più inquinato d’Europa che attraverso il canale Bottaro sarà in grado di spostare una portata d’acqua massiccia dal letto naturale del Sarno verso quella che taglierà via Solferino, tra le case di Rovigliano e l’area industriale. Una portata pari a quella che oggi accoglie il corso d’acqua nell’ultima parte, da Scafati a Castellammare di Stabia, che lascia immaginare uno scenario inquietante, ovvero la sostituzione in un futuro non troppo lontano della vecchia foce con la nuova. Magari per salvaguardare gli investimenti privati di Marina di Stabia.

Ma è proprio su questo argomento che i due candidati a sindaco potrebbero affrontare la sfida decisiva per il ballottaggio, anche perché i voti di Rovigliano, enclave di Vincenzo Ascione (che però non si è mai espresso contro il progetto della seconda foce a differenza dei suoi tantissimi elettori), potrebbero risultare determinanti. 

Il candidato dei moderati Ciro Alfieri si dice pronto ad alzare le barricate, mentre il leader il Pd prende tempo e prova a distogliere l’attenzione dall’argomento. «Sulla questione seconda foce – dice Ascione –  non credo sia giusto lanciare accuse indiscriminate e senza avere la piena conoscenza dei fatti. La delibera regionale è un atto tecnico, conseguenza dello scioglimento di Arcadis. L’unica cosa vera è la volontà di non perdere i fondi». Il finanziamento di 217 milioni di euro passa dalle mani di Arcadis all’ufficio speciale ma resta la sostanza. Diversa invece la posizione di Alfieri: «La nostra posizione sulla seconda foce del Sarno è chiara: siamo assolutamente contrari». E ancora: «Considerando la portata d’acqua prevista non si tratta di un semplice canale pensato per dirottare il fiume in caso di piena ed evitare allagamenti, qui si è progettata una vera e propria deviazione del fiume pensando ad una foce in un’area già martoriata dal degrado ambientale e che doveva avere una vocazione turistica e a basso impatto produttivo. Noi ci opponiamo al Pd che sta distruggendo il nostro territorio». Su Rovigliano, sostiene Alfieri «vogliamo concretizzare la riconversione dell’intera fascia di costa e farla diventare attrattore turistico». E aggiunge: «Li abbiamo già bloccati una volta quando volevano distruggere il nostro porto facendo arrivare le navi della “monnezza” e lo faremo ancora. I cittadini di Rovigliano devono essere informati su come il loro territorio sta per essere svenduto così come è successo con il polo nautico e i protagonisti sono sempre gli stessi. Invito Ascione ad un dibattito pubblico sul grande progetto Sarno e sulla seconda foce. Deve prendere posizione. Non ha detto una sola parola su questo argomento e sta nascondendo la verità ai cittadini di Rovigliano. Deve guardarli negli occhi pubblicamente e dire la verità su quello che il Pd e lui stanno facendo alla città di Torre Annunziata». Anche Orfeo Mazzella, presidente del comitato del No è disponibile ad un confronto pubblico e lancia la sua proposta. «Non voglio che il tema dell’emergenza ambientale, che resta centrale per il futuro della città, sia strumentalizzato al fine elettorale, noi cittadini vogliamo solo capire la posizione dei candidati sindaco, magari in un incontro pubblico». Su Fb scrive: «Ascione non dice in modo categorico di essere contrario alla “seconda foce” a Rovigliano, la sua dichiarazione è incerta e non risponde in modo concreto ai dubbi dei cittadini. Non dice neanche che non ci sono le basi per un progetto nuovo. Si limita a dare una risposta non risposta che ogni cittadino è libero di interpretare come meglio crede. Al contrario, registro la risposta del candidato sindaco Alfieri che in modo chiaro si dichiara contrario alla realizzazione della seconda foce Sarno a Rovigliano. Chiediamo a nostri amministratori – conclude Mazzella – la capacità di prendere decisioni e la scala di priorità oltre alla chiarezza».

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