Niente accordi ufficiali a Somma Vesuviana, Di Sarno e Allocca al ballottaggio da soli

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Niente accordi ufficiali a Somma Vesuviana, Di Sarno e Allocca al ballottaggio da soli

La domenica mattina è passata senza sussulti, senza accordi e senza inciuci. Uno a girare per le strade di Somma Vesuviana, l’altro a incontrare commercianti e imprenditori della sua città. Niente apparentamenti all’ombra del Vesuvio, almeno nessun accordo ufficiale è stato stretto dai due candidati al ballottaggio di domenica prossima e i restanti 3 aspiranti sindaco rimasti sul fondo della classifica. Salvatore Di Sarno e Celestino Allocca lo avevano fatto sapere già nei giorni scorsi ai propri cittadini che non avrebbero voluto fare accordi con nessuno. «Andiamo avanti da soli, sarà la città a premiarci», il grido che si è alzato in questi giorni dai comitati elettorali di “Siamo Sommesi” e Forza Italia, i gruppi più forti a sostegno dei due esponenti politici che si giocheranno la fascia tricolore tra una settimana. «Non voglio alcuna sponsorizzazione», il messaggio che il maresciallo della finanza prestato alla politica – e già vicesindaco 4 anni fa – aveva fatto passare nel corso della settimana post primo turno. Ma la differenza nel corso del prossimo ballottaggio in programma tra 7 giorni la faranno i voti degli indecisi, degli elettori che hanno votato Pasquale Piccolo, Salvatore Rianna e Ciro Sannino al primo turno. In ballo ci sono quasi 8mila voti, il 37% delle preferenze totali alle votazioni di una settimana fa. Di Sarno e Allocca domenica 11 giugno sono stati divisi da 1500 voti.A sostegno di Celestino Allocca ci sono 4 liste (Forza Italia, Noi Ora, Forza Allocca e Allocca per Somma), mentre Salvatore Di Sarno è supportato da 6 liste (Siamo Sommesi, Liberamente, Verdi, Partito Socialista Italiano, Svolta Popolare e Unione di Centro), i due si affronteranno domenica prossima nel turno di ballottaggio. Il prossimo sindaco si deciderà in un testa a testa che si annuncia agguerrito e senza esclusione di colpi; dove entrambi i candidati si dovranno dividere quasi 8mila voti, quelli che faranno la differenza per la conquista della poltrona più ambita a Palazzo Torino.

 

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