Torre del Greco, parla il sindaco-dimissionario: «Non torno indietro. Deluso dalla deriva politica delle nuove leve»

metropolisweb,  

Torre del Greco, parla il sindaco-dimissionario: «Non torno indietro. Deluso dalla deriva politica delle nuove leve»

Torre del Greco. L’auto corre veloce lungo la Napoli-Roma, direzione Fiumicino. Lo sguardo di Ciro Borriello fissa il paesaggio fuori dal finestrino. è il primo giorno da sindaco-dimissionario e l’ex deputato di Forza Italia è pronto a saltare su un aereo per raggiungere Mosca, dove trascorrerà l’intera settimana. Poi avrà 13 giorni di tempo per un eventuale ripensamento. Un’ipotesi, al momento, respinta senza esitazioni dal chirurgo plastico con la passione per la politica.

Sindaco, stavolta le dimissioni sono realmente irrevocabili?
Decisamente sì, non ci sono le condizioni per andare avanti. Credo l’addio sia arrivato al momento giusto: era una decisione già presa da tempo, ma prima volevo approvare l’assestamento di bilancio. La città non poteva perdere l’occasione di realizzare un istituto comprensivo nell’ex sementificio, un progetto inseguito per sette anni e adesso in dirittura d’arrivo.

Ma proprio il via libera all’assestamento di bilancio potrebbe rappresentare il punto di partenza per costruire una nuova maggioranza.
Ulteriori giravolte sono impensabili, perché sarebbero soluzioni-tampone e non definitive. Durante i tre anni del secondo mandato, mi sono reso conto di come il livello della discussione politica fosse caduto drammaticamente in basso. Se pure riuscissi a trovare una quadratura del cerchio, in poche settimane sarei punto e a capo. Perché alcuni consiglieri comunale sono ossessionati solo da visibilità e incarichi.

Non crede di avere alimentato, in qualche caso, la corsa alle poltrone. C’è qualcosa di cui si è pentito?
In generale, non mi pento di nulla: rifarei tutte le scelte prese dal giorno delle mie elezioni. Certo, alcune sono state obbligate: penso alle nomine di Ferdinando Guarino e Gerardo Mazzeo (rispettivamente padre di Annalaura Guarino e marito di Cinzia Mirabella, ndr) e naturalmente alla promozione in giunta di Virna Bello e Antonella Ferraro. Tutte decisioni assunte per mantenere gli equilibri in maggioranza, ma alla fine inutili.

L’addio a fine luglio apre la strada a un lungo commissariamento. Non ha pensato ai danni per la città? Si dice sempre: meglio un cattivo sindaco rispetto a un buon prefetto
Certo, ci ho pensato. Le mie dimissioni sono state un atto liberatorio dai ricatti sopportati per due anni, ma non è stato facile. Non si poteva restare in condizioni del genere, ma sicuramente non mollerò la presa. All’atto dell’insediamento del commissario prefettizio chiederò un incontro per illustrare le principali criticità da affrontare e i progetti già avviati da portare a conclusione.

Nel caso non dovesse ritirare le dimissioni si aprirebbero due strade: la candidatura alle politiche oppure una nuova candidatura a sindaco nel 2018.
La prima ipotesi resta in piedi, la mia ambizione di chiudere la carriera politica a Roma è nota già da 8 mesi. Una nuova corsa alla fascia tricolore, invece, mi sembra improbabile: l’attività professionale mi tiene impegnato diversi giorni a settimana, non posso e non voglio pensare di fare il sindaco part-time.

Dunque, a fine agosto si potrebbe aprire la guerra di successione nel centrodestra per raccogliere la sua eredità. Ma a Torre del Greco esiste un nuovo Ciro Borriello?
Credo di avere cambiato, in otto anni, il volto della città: la nostra amministrazione comunale ha lasciato un segno come nessuna mai in passato. Ma la mia soddisfazione più grande è legata al fatto di essere riuscito a trasmettere la mia passione e il mio modus operandi a diversi miei fedelissimi. Al netto dei soliti nomi (Romina Stilo e Salvatore Quirino su tutti, ndr) ci sono diverse opzioni su cui lavorare.

Opzioni che, al momento, non prevedono Ciro Borriello.
Ora vado in vacanza, devo staccare la spina per sette giorni. Poi si vedrà. Fino al voto del 2018 mancano 8 mesi, avremo tempo per fare le valutazioni del caso. Ma sicuro non tornerò in campo da candidato sindaco.

CRONACA